Interrogazione sul caso D’Attanasio, ancora detenuto in Papua Nuova Guinea

Carlo D'Attanasio detenuto in Papua Nuova Guinea

Il 5 marzo 2024 il Deputato Guerino Testa (FDI) ha presentato un Interrogazione a risposta scritta sul caso Carlo D’Attanasio detenuto in Papua Nuova Guinea. Ecco il testo dell’interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

“— Per sapere – premesso che: l’ex imprenditore pescarese Carlo D’Attanasio, partito nel 2019 dall’Italia con l’intento di compiere il giro del mondo in barca a vela, approda nel mese di marzo del 2020 in Papua Nuova Guinea, luogo dove decide di compiere una sosta di cinque mesi; in procinto di ripartire per portare a termine il suo viaggio, però, l’ex imprenditore viene arrestato a seguito di uno schianto, subito dopo il decollo, di un piccolo aeroplano sull’isola in cui si trovava l’italiano: all’interno del velivolo, infatti, vengono rinvenuti dalla polizia 611 chilogrammi di cocaina, probabilmente destinati all’Australia; Carlo D’Attanasio, dunque, viene indicato, insieme a tre cittadini della Papua Nuova Guinea, come l’uomo che aveva portato sull’isola il carico di droga 5 mesi prima: il capo d’accusa, nonostante l’assoluta mancanza di prove a suo carico, è di traffico internazionale di stupefacenti prima, e di terrorismo internazionale di stupefacenti prima, e di terrorismo dopo; ad aggravare la situazione, inoltre, la difesa del velista sembrerebbe esser stata affidata in questi anni a soggetti non in grado di garantire al loro assistito una giusta difesa nonché di ottemperare alle richieste dello stesso. A ciò si aggiunge, da un lato il legame di parentela tra il suo legale e la pubblica accusa e, dall’altro il sostanziale disinteresse del console onorario italiano in Papa Nuova Guinea, il quale, sin dall’inizio della vicenda giudiziaria, non ha mostrato particolare interesse per D’Attanasio; la difesa dell’ex imprenditore, infatti, si è sin dall’inizio rivelata inefficiente: pur potendo procedere, già al momento dell’arresto, alla richiesta di scarcerazione immediata per detenzione illegale, per mancanza del mandato di arresto e del mandato di detenzione, la difesa non è mai riuscita ad ottenere tale documentazione, condannando così Carlo D’Attanasio ad una detenzione ingiusta e poco dignitosa; D’Attanasio, infatti, è stato rinchiuso per 34 mesi in un carcere di massima sicurezza, in condizioni disumane, in una cella fatiscente con altri detenuti e senza servizi igienici; nel 2022, dopo giorni di dolori lancinanti e continui malori, richiede di essere sottoposto ad esami diagnostici e, a marzo del 2023, dopo circa un anno e mezzo di attesa, gli è stato diagnosticato un tumore al colon di 10 centimetri, con lesioni, in ragione del quale gli è stato concesso di essere trasferito in un ospedale a maggio del 2023; ad aprile del 2023, il Ministro interrogato ha dunque firmato e prodotto la richiesta di rimpatrio per motivi umanitari di Carlo D’Attanasio, la quale però risulta essere ancora disattesa a causa di una mancata risposta da parte del Governo della Papua Nuova Guinea –: quali ulteriori iniziative, per quanto di competenza, il Ministro interrogato intenda adottare al fine di ottenere il rimpatrio del cittadino italiano Carlo D’Attanasio”. (4-02448)

Lo stato dell’iter è ancora in corso.

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