Secondo la SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione) sono oltre 15 milioni gli italiani colpiti da ipertensione di cui il 33% uomini e il 31% donne, tuttavia esiste anche un’alta percentuale di ipertesi asintomatici che ignorano di avere questo problema.
La pressione sanguigna alta può scatenare un numero rilevante di complicanze cardiovascolari ed è un fattore di rischio per l’ictus. Negli ultimi anni la ricerca si è molto orientata vero la soluzione alimentare, oltre che sui farmaci. Uno studio effettuato dall’American Society of Hypertension, ha esaltato le qualità del grana padano che può essere considerato una sorta di medicina naturale. Il merito è del Lactobacillus helveticus, che si comporta come un Ace-inibitore nella conversione dell’angiotensina. Naturalmente, non bisogna esagerare, sono sufficienti 30 grammi al giorno che costituiscono la dose ideale per tenere sotto controllo la pressione arteriosa. In un altro studio i ricercatori hanno scoperto l’efficacia dei probiotici (un vasetto di yogurt al giorno) nel mantenimento di una pressione sanguigna regolare. Inoltre, sì a cacao amaro, mirtillo, aglio, peperoncino, pomodoro e barbabietola rossa. Anche il succo di ciliegie è risultato utile, secondo alcuni ricercatori britannici basta diluire 60 ml di succo concentrato di ciliegie con 100 ml d’acqua per vedere la propria pressione sanguigna calare del 7% entro 3 ore. Notoriamente negli ipertesi la diminuzione del sale nella dieta comporta una riduzione della pressione sistolica di 5 mmHg e della diastolica di 3 mmHg. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non introdurre più di 2 grammi di sodio nella dieta giornaliera e camminata veloce almeno 4 volte a settimana. Da consumare con parsimonia liquirizia, caffè (max 2 tazzine), salse pronte e cibi in scatola, salsa di soia, salumi e carni lavorate.
