Mamma e lavoratrice, un binomio difficile

La Festa della mamma, recentemente celebrata, riporta al centro dell’attenzione il tema annoso del lavoro femminile, la conciliazione dei tempi di lavoro e vita, le difficoltà, per le mamme, a trovare lavoro.

Lo ricorda Agnese Ranghelli, coordinatrice nazionale delle Donne delle Acli, che osserva come “nel resto del mondo la mamma si festeggia in data fissa, l’8 maggio. In Italia, non a caso, si festeggia, invece, la seconda domenica di maggio”. Questo perché – spiega Ranghelli – si è voluto proprio sottolineare il tema della domenica come giorno del riposo delle mamme lavoratrici, in cui esse possano essere festeggiate dalla famiglia”.

Questo pone numerose questioni cruciali, “dal tema del lavoro festivo, soprattutto, ma non solo, per le mamme, a quello della conciliazione dei tempi di lavoro e vita, a quello dell’ingresso al lavoro delle giovani donne, al mantenimento dello stesso a seguito di una gravidanza”. Come osserva Ranghelli, “non è un caso che le donne si affaccino al mondo del lavoro penalizzate e, nel corso di tutta la carriera professionale, non arrivino mai a colmare quel gap”. Essere giovani e donne, inoltre, costituisce un secondo livello di penalizzazione: “Venerdì primo giugno presenteremo i dati di una ricerca, condotta insieme ad Iref, sul lavoro femminile. Essi dimostrano come non solo le mamme, ma tutte le donne, persino quando scelgono di emigrare all’estero, non arrivino mai a colmare quel dislivello cui sono condannate dal fatto stesso di essere donne”, afferma la coordinatrice nazionale.

“La maternità non può essere, nel 2018, una scelta alternativa al lavoro: le donne Acli si impegnano in progetti di conciliazione dei tempi di lavoro e vita, per promuovere un nuovo protagonismo femminile, sul lavoro, ma anche nell’economia e nella società civile, in cui le donne possono dare un contributo importante, se sostenute nella propria dimensione familiare”, conclude Ranghelli.

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