Il lato oscuro del junk food

CIBO SPAZZATURA

Condannato da nutrizionisti e dietologi, il cosiddetto “junk food” (cibo spazzatura), favorirebbe non solo obesità e correlate malattie cardiovascolari, ma, secondo molti studi, anche disturbi psicologici quali ansia e de­pressione.

Oltre a fritture, hamburger, snack e bibite gassate, i nemici principali sono anche gli zuccheri raffinati ad alto indice glicemico che aumentano la concentrazione di glucosio nel sangue e peggiorano l’u­more soprattutto nelle donne in menopausa. I cibi spazzatura sono perciò una perfetta combinazione di sale, zucchero e grassi al fine di creare l’iper-palatabilità, un’amplificata sensibilità del gusto, che eccita il cervello. Dalla ricerca, pubblicata sull’American journal of clinical nutrition è inoltre emerso che anche l’abuso di carboidrati raffinati, presenti nel pane, biscotti, pasta e cereali, espone al rischio di malattie cardiovascolari e a stati infiammatori che possono influenzare negativamente la psiche.

La depressione associata al consumo di junk food non è connessa a fattori  relazionali, ambientali o genetici ma va intesa piuttosto come uno stato di spossatezza e perdita di energie. Non solo, il consumo abitudinario di junk food, crea una sorta di dipendenza, instaurando un circolo vizioso di alimentazione scorretta che genera ansia e astinenza nel momento in cui viene a mancare. La raccomandazione degli scienziati è quella di privilegiare cibi contenenti fibre, verdure e prodotti integrali, un regime alimentare sul modello della dieta mediterranea, che pone alla base carboidrati complessi e l’uso dell’olio extravergine d’oliva, potrebbe essere un fattore di protezione per la salute fisica e psicologica.

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