L’eccessivo allenamento deleterio come la vita sedentaria

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Un’eccessiva attività fisica, come la corsa, danneggerebbe il fisico al pari della vita sedentaria.

Uno studio destinato a fare discutere, condotto da un gruppo di ricercatori danesi è stato pubblicato sul Journal of American College of Cardiology e afferma che la corsa a livello non agonistico deve essere praticata in maniera moderata non più di tre volte alla settimana, cercando di non superare gli 8 km/h e per 2,4 ore complessive. I ricercatori hanno selezionato 5 mila partecipanti sani e con un’età compresa tra i 20 e gli 86 anni, monitorandoli per dodici anni. In base allo stile di vita, il campione è stato suddiviso in due gruppi: persone dedite al jogging e sedentari. Dopo dodici anni gli studiosi hanno registrato la morte di 28 corridori e di 128 sedentari. Il dato più allarmante della ricerca riguarda il tasso di mortalità dei corridori “forti”.

Gli stakanovisti della corsa, a differenza di quanto si possa pensare, hanno le stesse probabilità dei sedentari di andare incontro a morte per complicanze cardiovascolari. Dai dati è emerso che chi si dedicava al jogging moderatamente, con due ore di media settimanale, aveva un livello di mortalità più basso rispetto agli altri (una statistica in linea con le ricerche sulla salubrità dell’esercizio fisico), tuttavia, coloro che si dedicavano alla “corsa sfrenata”(attorno agli 11 chilometri orari) aveva nove volte le probabilità di morire prematuramente rispetto a chi correva ad una velocità moderata per un paio di volte a settimana.

Come spiega il dottor Peter Schnohr, autore dello studio, “esiste un limite massimo in funzione ai benefici per la salute. Se l’obiettivo è quello di diminuire i fattori di rischio cardiovascolare fare jogging un paio di volte a settimana ad un ritmo moderato è una buona strategia. Di più può solo danneggiare”.

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