Scrivere con la biro è un esercizio mentale

Scrivere

di RITA PARISIO

Anche se oggi l’uso di carta e penna è sempre più ridotto a vantaggio della tastiera del computer o del cellulare, è stato dimostrato che la scrittura, quella con la biro, stimola il cervello.

L’in­ge­renza febbrile della tecnologia nella vi­ta di tutti i giorni è un’arma a doppio ta­glio. Se, infatti, da un lato le innovazioni tecnologiche permettono di semplificare enormemente la quotidianità, dall’altro, velocizzandola, rendono l’elabo­razione e l’apprendimento più frenetici e imprigionano la creatività. A dimostrare questo fenomeno è l’abitudine di scrivere ormai quasi esclusivamente con una tastiera, che ha conseguenze negative a qualsiasi età. A di­mostrare i vantaggi della scrittura ma­nuale sono numerose ricerche condotte nel corso degli anni tra le quali uno studio dell’ Indiana University che ha di­mostrato come solo scrivendo con carta e penna nel cervello dei bambini si attivano aree cerebrali quali il giro fusiforme sinistro, il giro frontale inferiore e la corteccia parietale posteriore.

Il cervello viene quindi stimolato dall’azione dello scrivere le parole, un’azione che viene riconosciuta in modo profondo e che attiva un circuito nervoso unico. Nei bambini tutto ciò sembra migliorare le capacità di lettura, quelle di me­morizzazione e di creatività. I ragazzi che scrivono a mano hanno una me­moria di lavoro più attiva e quindi riuscirebbero a trattenere meglio le informazioni per consentirne la rielaborazione, ma non solo. Alla resa dei conti, i bambini che scrivono a mano sarebbero in grado di produrre più parole. In età adulta, invece, trovare occasioni per scrivere a mano sembra favorire l’ apprendimento di nuove informazioni. Prendendo appunti a mano è infatti necessario processare ciò che si sta scrivendo prima di metterlo sul foglio. Una buona abitudine che do­vrebbe es­sere mantenuta per tutta la vita.

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