Diverticolosi, una patologia che avanza dopo i 40 anni

Dieta

La diverticolosi indica la semplice presenza di diverticoli (sacchette in cui si deposita il cibo) nell’intestino, più che una patologia, si può definire una condizione naturale che però peggiora con l’avanzare dell’età, di solito dopo i 40 anni.

Spesso l’inizio di questa ma­lat­tia è messa in relazione con la stipsi e quindi con una dieta povera di fibre. La presenza di diverticoli nell’intestino può provocare diarrea e crampi addominali oppure non dare affatto sintomi, ma quando le piccole sacche si infiammano si arriva alla diverticolite le cui complicazioni possono essere anche molto serie. L’a­limentazione nei due ca­­si gioca un ruolo fondamentale di pre­venzione, ma mentre nella diverticolosi bisogna mangiare molte fibre e evitare gli zuccheri che fanno gonfiare il corpo fermentando, all’opposto nella diverticolite bisogna seguire una dieta liquida per far riposare l’intestino. Fi­bre (legumi, verdure, cereali, frutta fresca) e acqua nella prima fase interrompono il circolo vizioso che porta allo sviluppo dei diverticoli e riduce il ristagno dei residui alimentari e del materiale fecale all’interno del diverticolo, pertanto il rischio di infiammazione.

At­tenzione alla frutta e verdura contenente semini (melanzane, pomodori, kiwi, fichi, se­mi di zucca, di sesamo, di girasole) che possono depositarsi con maggior facilità nel diverticolo. Per lo stesso motivo è opportuno sminuzzare le verdure a fibre lunghe (finocchi, fa­giolini). E’ op­portuno limitare gli alimenti piccanti, irritanti per la mucosa intestinale. La dieta liquida o semiliquida da adottare nella fase acuta, al contrario, deve es­sere a ridotto contenuto di fibre quindi pasta/­riso/se­molino in brodo conditi con olio crudo, carne o pe­­­sce omogeneizzata o tritata, uova. So­­no comunque permessi banana e mela, zucchine, carote lesse e patate nonché i centrifugati di frutta e verdura. (r.p.)

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