Teatro d’Autore: Il quarto dito di Clara al Florian

il quarto dito di Clara

La stagione 23/24 Teatro d’Autore ed altri linguaggi del Florian è quasi finita ma ancora ci sono proposte teatrali interessanti da vedere al Florian Espace.

Sabato 11 maggio alle ore 20.45, sarà di scena una produzione Florian Metateatro:
Il quarto dito di Clara , scritto e diretto da Luca Archibugi, con Pippo Di Marca e Veronica Zucchi, assistente alla regia Alberto Scoccay.

Il quarto dito di Clara è l’ultimo episodio, in ordine tanto di scrittura che di messa in scena, della cospicua produzione drammaturgica di Luca Archibugi. Dopo l’anteprima in forma di studio al MAXXI nel settembre del 2020, il testo ha debuttato al Teatro Tordinona di Roma il 30 gennaio scorso, ed ora sulla scena del Florian Espace a Pescara.

Lo spettacolo descrive una seduta psichiatrica. Siamo all’interno dello studio di uno psicanalista, il dottor Filetti, interpretato Pippo Di Marca; la paziente, Veronica Zucchi, è una donna dei nostri giorni, si chiama Clara/Robert e ha la patologia di uno sdoppiamento della personalità: da un lato ella si crede Clara Schumann; dall’altro, suo marito, Robert Schumann. Clara/Robert vive come ingabbiata in un amore esclusivo, cristallizzato, infante, che però non è solo un’illusione, ma è anche una salvezza, un’illusione salvifica.

Attraverso questa malattia, si vuole entrare nel mondo di Schumann e nel suo progressivo scivolamento nella follia. Ciò avvenne a causa di disturbi nervosi provocati forse dalla sifilide, dall’alcolismo o dallo stesso disturbo bipolare da cui era affetto. Il musicista ha un carattere ciclotimico, continuamente segnato da improvvisi sbalzi di umore, che oscillano tra euforia e malinconia. Robert si fascia l’anulare della mano destra per un lungo periodo, nell’intento di rinforzarlo, ma ottiene solo di semiparalizzarlo. Il quarto dito di Clara, grande pianista dell’epoca, diventa, dunque, il quarto dito di Robert Schumann.

Nello spettacolo la follia genera anche umorismo, estrema risorsa di fuga. Il lettino freudiano è una sedia a sdraio dondolante su cui la Zucchi esplora ed esprime pure la componente infantile e ludica del personaggio. La follia nella sua serietà di messinscena è anche gioco, umorismo, seduzione nei confronti di un instancabile Pippo Di Marca che nel cercare di riportare la paziente alla realtà sembra impazzire anche egli.

Di Marca, antico e valoroso esponente dell’avanguardia teatrale, interpreta un personaggio inizialmente e solidamente statico che con dei piccoli gesti scenici cerca di seguire e di decriptare la paziente disegnando delle possibilità di senno. La Zucchi, la cui dinamicità è anche espressione della fragilità interiore del personaggio, riesce a interpretare la follia perché ne esprime con un’incisiva quanto sfaccettata potenza scenica il fascino. Ovvero una raffinata e seducente fuga dalla realtà per se stessa, per il dottore che è – nella visione di Clara/Robert – anche Franz Richarz, il medico che ebbe in cura Robert Schumann nel manicomio di Endenich.

La drammaturgia di Archibugi, trae origine da una raffinata cultura filosofica e musicofila dell’autore, che in questo lavoro si esprime in una complessa indagine psicoanalitica (e antropologica) mirabilmente resa da due interpreti.

Come è ormai tradizione al Florian a seguire dopo lo spettacolo postPLAY, il momento di riflessione, curiosità e domande in cui gli artisti incontrano il pubblico.

Ricordiamo infine il prossimo appuntamento di Teatro d’Autore (ma la programmazione del Florian ha ancora in serbo altri spettacoli prima della chiusura estiva!):

venerdì 17 e sabato 18 maggio ore 20.45 Elisa Di Eusanio presenta Club 27, evento di teatro e musica live in cui verranno omaggiati alcuni degli artisti musicali che sono deceduti a 27 anni e che hanno lasciato una traccia indelebile nel panorama musicale e non solo.
Ingresso 12 €, ridotto 10. Si consiglia di prenotare al 393/9350933 (anche whatsapp) e 085/4224087.

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