Abbandono animali, quando la bestia è l’uomo

Abbandono animaliAbbandono animali

di MICHELE BRUNETTI

Un fenomeno duro a morire, cosa c’è dietro questo riprovevole gesto e cosa fare in caso di ritrovamenti

Amati e poi ripudiati, sono migliaia ogni anno, gli animali abbandonati, un problema che cresce nei mesi estivi, quando il cane o il gatto sembrano un problema irrisolvibile, capace di mettere in forse le vacanze di alcuni spietati padroni. E così dopo la convivenza, all’improvviso vengono lasciati per strada senza ripensamenti. Abbandonarli è un reato ignobile, tante sono state le iniziative di sensibilizzazione lanciate nell’ultimo decennio dall’Enpa e non solo. L’abbandono dei cani è più evidente rispetto a quello di altre creature in quanto provoca e ha provocato, non pochi incidenti stradali. Ma ogni anno vengono rinnegati, non solo nei mesi estivi, tante altre bestioline domestiche, in primis gatti. Da sempre la Protezione Animali si è impegnata, con numerose campagne di informazione, per facilitare le vacanze delle famiglie italiane con Fido al seguito, fornendo le indicazioni necessarie per andare all’estero, o rimanere nei confini nazionali, con i propri amici pelosi. Vengono stilate e aggiornale le liste di spiagge e strutture turistiche che accettano senza problemi cani e gatti. Molte sezioni Enpa, invece, sono impegnate a convincere le amministrazioni comunali ad aprire sempre più spazi per gli animali e a rimuovere restrittivi divieti, soprattutto quelli in spiaggia. L’abbandono si combatte con tutti i mezzi e con le giuste informazioni. Anche la psicologia s’interroga sul chi e sul perché si abbandona un animale. Chi li abbandona potrebbe avere un’immagine di sé indegna e d’inconsistenza, con l’alta e plausibile possibilità di sentirsi come perennemente svalutati e anonimi, probabilmente in seguito a qualche ragione antica del loro vissuto. Il senso di colpa che deriverebbe dall’abbandonare un animale domestico al quale sono legati, potrebbe essere superato dal bisogno inconscio di negare gli affetti, i sentimenti e le emozioni. Gli affetti, per queste persone, sono segno di debolezza e di dipendenza. Siccome gli animali domestici evocano fortemente le affettività, abbandonandoli, oltre che per le ragioni contingenti di una probabile scomodità nel tenerli, fanno trionfare in loro stessi l’indifferenza e la superiorità nell’apparente dominio sulla loro sfera emozionale e dunque affettiva, come se cercassero inconsciamente di esorcizzare tutta l’angoscia di contare poco o nulla, caricando nel vile gesto un senso di rivalsa. Nessun rimorso, nonostante la capacità intatta di formulare il pensiero che quello che era considerato addirittura un membro della famiglia possa morire a causa di incidenti, stenti e maltrattamenti. Se si trova un animale smarrito, non va lasciato solo, è utile telefonare immediatamente allo sportello comunale “Tutela del mondo animale”, alla polizia municipale o alle Asl, e si dovrà attendere l’arrivo delle persone preposte. In alternativa è consigliato di portare l’animale all’ambulatorio più vicino per effettuare la lettura del chip, e il contatto dei proprietari. Sui social sono presenti diverse pagine attive e seguitissime che si occupano di animali persi e trovati in Abruzzo. In caso di scomparsa del proprio amico a quattro zampe, è opportuno, oltre che pubblicare online l’accaduto, recarsi a fare denuncia di smarrimento e stampare locandine con fotografie, descrizione, e numero di telefono, da attaccare nella zona dove si è perso e negli ambulatori veterinari della città. Chiunque assista all’abbandono di un animale deve immediatamente rivolgersi a qualunque organo di polizia giudiziaria che ha l’obbligo per legge di intervenire per accertare il reato o impedire che venga portato a termine.

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