di MARINA MORETTI
I suoi primi 50 anni li ha festeggiati nella sede più idonea, al Vinitaly, il più importante salone vinicolo internazionale. Per onorare degnamente il mezzo secolo del riconoscimento della Doc Montepulciano d’Abruzzo, il Consorzio di Tutela dei vini regionali ha organizzato anche un party a palazzo della Gran Guardia, a un passo dalla celebre Arena di Verona.
A spegnere le candeline della grande torta sono stati, simbolicamente, tutti i produttori regionali presenti al Vinitaly.
Ma il rosso di casa è stato molto celebrato anche all’interno del padiglione 12, che da sempre ospita l’Abruzzo nella kermesse veronese. Dalle degustazioni delle annate storiche ai piatti sapientemente preparati dallo chef tristellato Nico Romito, è stato un tripudio di lodi e apprezzamenti. La particolarità della nostra Doc Montepulciano è che il nome del vitigno è associato a quello della regione, cosa che lo distingue dal vino prodotto nell’area dell’omonima località toscana.

“Festeggiare qui al Vinitaly il nostro Montepulciano è straordinario – ha detto Romito – Non è più considerato un vino da tavola ed è sempre più apprezzato nei ristoranti di qualità. L’Abruzzo ha una nuova immagine, la strada intrapresa dai produttori e delle istituzioni è quella giusta. Oggi i vini abruzzesi sono noti anche fuori dai confini nazionali”. Oltre a diverse personalità di spicco che hanno visitato il padiglione Abruzzo, come il premier Paolo Gentiloni, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini e il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, al Vinitaly era presente anche l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe: “La produzione di vino – ha ricordato Pepe – rappresenta il 20% dell’economia agricola regionale, i numeri del comparto sono molto positivi. Nel 2017 abbiamo registrato ottimi risultati nell’export, con un +13% rispetto all’anno precedente. Il Montepulciano d’Abruzzo è il terzo vino più venduto nella grande distribuzione organizzata. Voglio ringraziare chi, cinquanta anni fa, ebbe l’intuizione di proporre questo vitigno, come l’enologo Carmine Festa e il presidente della Commissione Montepulciano Doc, Carlini”.
La superficie coltivata a uva da vino in Abruzzo è di 33.162 ettari, con una produzione di uva di 5,2 milioni di quintali e una quantità di vino pari a 3,6 milioni di ettolitri (7,9% della produzione nazionale). L’Abruzzo al Vinitaly ha occupato un’area espositiva di 1.200 metri quadrati, 101 le cantine presenti, per un totale di 350 etichette. “We are d’Abruzzo. Noi, la nostra terra, i nostri vini” è lo slogan scelto per caratterizzare la partecipazione regionale alla manifestazione. Il 50° compleanno della Doc Montepulciano d’ Abruzzo ha rappresentato un’opportunità per esaltare le peculiarità di questo vitigno che rappresenta ancora oggi il 56% dei vigneti regionali e produce 900.000 ettolitri, su un totale di 2,5 milioni di vino abruzzese. L’edizione 2018 del Vinitaly di Verona si è conclusa con un bilancio più che positivo.
Complessivamente sono state 128mila le presenze, da 143 nazioni, un numero sostanzialmente in linea con l’edizione precedente, mentre è aumentato del 6% il numero dei buyer esteri accreditati. Ed è stato positivo anche il bilancio delle aziende abruzzesi presenti. “Il cinquantenario della Doc Montepulciano d’Abruzzo – ha dichiarato Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – è stato anche il momento per rendere onore a un grande vino certificato, insieme ai produttori storici, gli interpreti di questo mezzo secolo. Il Montepulciano ci sta aiutando tantissimo a promuovere il nostro bellissimo territorio”.
Tra i vini abruzzesi che hanno ottenuto i migliori risultati a Vinitaly 2018, con punteggio 91 su 100, figurano il Montepulciano d’Abruzzo Doc “Negus” 2010 della Cascina del Colle di Villamagna (Ch); il vino spumante brut Passerina “Rina” di Citra (Ortona, Chieti); il bianco passito Terre di Chieti Igt Torre Vinaria della Cantina Frentana di Rocca San Giovanni (Ch). Il mercato rivelazione del Vinitaly 2018 è quello asiatico, Cina in testa. Ma le prospettive di crescita sono ancora ampie, se si pensa che in Cina vivono 1,4 miliardi di persone. Attualmente l’Italia è al 5° posto per fatturato dell’export, dopo Francia, Australia, Cile e Spagna. Presto le cose potrebbero cambiare, magari anche grazie al contributo delle aziende vinicole abruzzesi, sempre più proiettate ad ‘invadere’ questo territorio sconfinato.
