Liuzzi e la formula 1: l’Abruzzo protagonista mondiale

Liuzzi nel 2011Liuzzi nel 2011

Proseguendo la nostra storia delle corse in Abruzzo, eccoci arrivati al periodo più fulgido per la nostra città, il periodo che va dalla fine degli anni ’90 al primo decennio del duemila. Oggi parliamo di Vitantonio Liuzzi.

Sembra incredibile, ma fino a pochi anni fa, nel 2010 e 2011 in particolare, della ricca pattuglia di italiani che affollava la formula uno negli anni ottanta e novanta, erano rimasti solo due piloti, ed entrambi venivano da Pescara: Vitantonio Liuzzi e Jarno Trulli. I due rimangono gli ultimi italiani ad aver gareggiato nella massima formula, se si eccettua la comparsata in due gare di Giovinazzi lo scorso anno.

Liuzzi in realtà è nato in provincia di Bari, ma ha vissuto fin da giovanissimo nella nostra città, a cui continua a dare lustro anche con attività extra agonistiche, e può considerarsi a pieno titolo pescarese.

La storia di Vitantonio è quella di un vincente in tutte le categorie in cui ha corso prima della formula uno, mentre la sua carriera al top può essere riassunta in una sola frase: “il pilota al posto giusto nel momento sbagliato”.

Già, perché Liuzzi, prima di approdare nel circus maggiore, vince il mondiale kart nel 2001, battendo un certo Michael Schumacher, che all’epoca si dilettava di tanto in tanto coi kart, partecipa a una sola gara del campionato italiano di formula tre e la vince, mentre nel 2004 è campione in formula 3000, categoria appena un gradino sotto la formula uno. E proprio l’anno dopo arriva l’esordio nella formula regina; Liuzzi sembra lì lì per firmare con Sauber, ma all’ultimo momento, più che altro per motivi politici, gli viene preferito Villeneuve. Liuzzi firma allora per un team quasi esordiente, su cui nessuno punta, la Red Bull. L’accordo prevede di alternarsi con Klien, pilota austriaco come la proprietà della squadra, a fianco del veterano Coulthard; purtroppo le pressioni dello sponsor per avere un pilota di casa sono troppe, e Liuzzi finisce per disputare solo tre gare. Il bilancio è comunque positivo, Vitantonio è sempre vicinissimo a Coulthard, all’esordio sul difficile tracciato di Imola è ottavo e conquista il primo punto, a Montecarlo, sul circuito più duro per un esordiente, è costretto al ritiro a metà gara quando è nono, con la concreta possibilità di andare ancora a punti. La Red Bull, nel giro di pochi anni, sarà il team da battere, ma ormai quel treno è perso, o quasi, visto che l’azienda di bevande austriaca l’anno dopo rileva la Minardi e, ribattezzatala Toro Rosso, ne fa il suo junior team e vi piazza Liuzzi e l’americano Scott Speed. Il 2006 e il 2007 sono anni difficili, di rodaggio, ma comunque il nostro pilota regala il primo punto alla squadra in USA e corre una bellissima gara in Canada nel 2007: Liuzzi si arrampica fino al quinto posto prima di uscire di strada e sbattere nel “muro dei campioni”, battezzato negli anni da Schumacher, Villeneuve e tanti altri. Lo stesso anno ha l’occasione di dividere il box con Sebastian Vettel nella stagione del suo esordio. In sette gare Liuzzi per quattro volte è più veloce in qualifica e disputa alcune delle sue gare migliori: in Giappone rimonta dal fondo sotto il diluvio ed è ottavo (poi nono per una penalità), in Cina è sesto.

Nonostante i buoni risultati, l’anno dopo il pescarese non è confermato e si ritrova a fare il collaudatore per l’esordiente Force India. Sarà solo il primo di una serie di talenti precocemente scaricati dalla spietata politica della Red Bull.

Ma una nuova occasione attende Liuzzi. Nel 2009 la Force India è ancora una monoposto da ultime file, ma sulle piste veloci si trasforma; in Belgio Fisichella ottiene la pole e in gara è secondo. L’exploit gli vale la chiamata in Ferrari per sostituire l’infortunato Massa e Liuzzi è il suo naturale successore. A Monza le vetture indiane sono chiamate a una grande conferma, e i risultati non si fanno attendere: Sutil parte secondo e Liuzzi, nonostante non corra da quasi due anni, settimo. In gara va ancora meglio e il pilota italiano si ritrova quarto a metà gara. Quando inizia a sentire odore di podio, l’occasione sfuma; si rompe un pezzo del cambio da 50 centesimi ed è il ritiro. Tuttavia la squadra lo conferma per il 2010.

L’annata si rivela a due facce per Tonio; come numeri è la migliore, ottiene 21 punti e spesso parte tra i primi dieci, però Sutil con la stessa auto si rivela più efficace e alla fine dell’anno la squadra gli preferisce il britannico Di Resta. Un grande rimpianto è ancora il Canada, dove Liuzzi parte sesto e viene buttato fuori da Massa alla seconda curva, perde quasi un giro e rimonta fino al nono posto.

Il 2011 è l’ultimo anno in formula 1 con la poco competitiva HRT. Liuzzi si trova a combattere per qualificarsi, anche se, col senno di poi, si rivela più efficace dell’astro nascente Ricciardo, lo stesso che oggi è giustamente osannato come uno dei piloti più forti.

La carriera in formula uno di Liuzzi si chiude così, in modo un po’ amaro e con la consapevolezza di non aver mai avuto la possibilità di dimostrare fino in fondo le proprie capacità; ma certo non è finita la voglia di Tonio di restare pienamente nel mondo della velocità, ed eccolo così cimentarsi nelle categorie più disparate, dalla Superstar Series, dove si piazza secondo e terzo nei due campionati disputati, alle gare endurance, dalla parentesi giapponese in Super Formula a quella in Formula E col team del compaesano Trulli, entrambe poco fortunate, fino al campionato Open Gt, dove ha corso nel 2017.

E rimane anche il rimpianto per un personaggio particolare, abbastanza fuori dagli schemi e forse fin troppo schietto per un mondo che diventa sempre più rigido e omologato come quello della formula uno, un personaggio amante della velocità e dell’adrenalina, poco incline ai compromessi giusti per far carriera a tutti i costi.

E non dimentichiamo che il nostro Liuzzi le soddisfazioni più grandi se le sta forse togliendo in ambiti molto diversi da quello delle corse, nella vita privata con la recente nascita della figlia Sole, e nella ristorazione; il suo locale “Penelope a mare”, gestito con la moglie Francesca Caldarelli (sorella di Andrea, apprezzato pilota a sua volta) è tra i più “in” di Pescara e recentemente è assurto agli onori della cronaca per la vittoria nel famoso show “4 Ristoranti” condotto da Alessandro Borghese.

Liuzzi con Francesca Caldarelli

Liuzzi con Francesca Caldarelli

Insomma, quella di Liuzzi è una storia di successi che dà lustro a Pescara nel mondo, pur con qualche rimpianto guardando a dove sono i compagni di squadra Vettel e Ricciardo, con cui si batteva alla pari.

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Bar Roberto