Vivibilità, il salto di qualità di Pescara: avanti di 19 posizioni

Il sindaco Marco Alessandrini ha firmato due nuove ordinanze che dispongono il non utilizzo dell'acqua a scopi potabiliIl sindaco Marco Alessandrini

Pescara nella classifica annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle province italiane: risale di ben 19 posizioni e diventa un caso nazionale.

Il salto del capoluogo adriatico è la miglior performance non solo abruzzese, ma anche nazionale, che vede il passaggio dall’81esimo al 62esimo posto e conquista il bronzo nel podio delle risalite, seguendo Ascoli Piceno e Crotone. Teramo risulta la migliore delle Province abruzzesi, solo di due punti avanti a Pescara, al 63esimo L’Aquila e Chieti al 68esimo.

“Oggi il Sole 24 Ore certifica che a Pescara si vive bene, cosa che noi tutti già sappiamo e su cui abbiamo lavorato, lo dice la classifica sulla vivibilità delle Province che ci vede fare un balzo in avanti di 19 posizioni, la terza miglior performance positiva del nostro Paese  – dice il sindaco Marco Alessandrini – Un dato voglio sottolineare che mi sembra molto coerente non solo con gli studi che abbiamo svolto, fra cui il documento strategico su Pescara Città della conoscenza e del benessere che è la linea di azione per il futuro della città, ma anche con le scelte che stiamo conducendo: Pescara è l’ottava in classifica per Cultura e Tempo libero, aspetti su cui la nostra città ha puntato perché diventassero trascinatori di economia e immagine anche per il territorio. Con la cultura si cresce, lo abbiamo sempre detto, questa classifica ci mette fra le prime dieci realtà d’Italia e dimostra che è vero, al primo posto fra le Province c’è Firenze, poi Roma, Siena, Imperia, Aosta, Trieste, Rimini, Pescara e davanti a città ben più grandi e ricche di storia come Venezia, Milano, Torino, Napoli, Ferrara, Mantova. Un gran bel risultato, in questi quattro anni abbiamo lavorato molto, registrando passi avanti costanti: passare dal 29esimo posto dell’anno scorso, alla top ten di quest’anno per la Cultura e il tempo libero è la risposta più concreta agli investimenti compiuti sulla città e ai benefici che ciò ha avuto su tutto il territorio. Buoni e in crescita anche gli indicatori relativi a inclusione, lavoro, consumi ed economia.

Sugli altri parametri stiamo lavorando perché le posizioni migliorino, specie sull’ambiente, che resta stabile e la sicurezza, che sono priorità che muovono da sempre la nostra azione perché la nostra città, che è quella dove sempre più persone che per lavoro o studio hanno la ventura di vivere un periodo, poi decidono di restare, salga ancora questa classifica e cresca sostenibile, conveniente, sana e accogliente come la vogliamo”.

“Questo ottavo posto nazionale conferma che la formula eventi-tempo libero-commercio funziona – così l’assessore a Turismo e Grandi Eventi Giacomo Cuzzi – Ci abbiamo puntato da subito guardando a solidi modelli italiani, come Rimini che in classifica per Cultura e Tempo libero è oggi settima, a un passo da noi o Milano, che addirittura è 7 posti dopo di noi. Continueremo a puntare su grandi manifestazioni, dal Natale che si accenderà con le Luci d’Artista, al Capodanno, alla Notte dell’Adriatico e sulla città dei servizi e del tempo libero. E’ segno che il settore tira perché è vivo e mettendo in rete tutte le energie di cui è contenitore, come noi stiamo facendo sin dall’insediamento, dal commercio, al turismo, dai grandi eventi, alla cultura, diventiamo davvero un volano per tutto il territorio”.

“Nel 2013 eravamo 82esimi nella classifica generale e 78esimi per quella della Cultura e tempo libero – aggiunge l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo – Le 70 posizioni guadagnate da allora a oggi sono segno che il lavoro fatto è stato grande e positivo: in questi 4 anni abbiamo riaperto il discorso culturale, ampliando l’offerta del settore, potenziando l’esistente e anche la partecipazione degli addetti ai lavori e riuscendo a dare una risposta ampia e differenziata al pubblico cittadino. Sono scelte che fanno camminare la città e soprattutto dimostrano che con la cultura l’economia si muove”.

 

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