Attacco cardiaco, le avvisaglie per prevenirlo

Attacco cardiaco, i sintomiAttacco cardiaco, i sintomi

di RITA PARISIO

Un italiano su 3 colpito da infarto arriva in ospedale troppo tardi, circa due ore dopo l’inizio dell’attacco cardiaco.

Riconoscere i sintomi della malattia coronarica può salvare la vita e limitare i danni rovinosi a cui si va incontro in caso di ritardato intervento. Il campanello d’allarme cui prestare attenzione è sicuramente il dolore al torace, di solito intenso dall’inizio e di lunga durata (può durare anche per ore, ma quando persiste per più di 5-10 minuti deve fare sospettare immediatamente l’infarto). Si può irradiare alla mandibola, alle spalle, al collo, alle braccia oppure a un braccio, specie il sinistro. Anche il senso di oppressione toracica, il bruciore al petto, associati a nausea o a vomito, i battiti del polso difficili da rilevare e il sudore a freddo sono sintomi di infarto imminente.

Quando si avvertono tali avvisaglie è essenziale rivolgersi immediatamente al pronto soccorso, in quanto il rischio di morire è massimo durante la prima ora dopo l’infarto. Intervenendo subito si può evitare che il muscolo cardiaco subisca danni irreparabili, maggiore è la parte di muscolo cardiaco risparmiata, maggiore sarà l’efficacia con cui il cuore pomperà dopo l’infarto. Resta sottinteso, ovviamente, che lo strumento più efficace per anticipare l’attacco cardiaco è la prevenzione. I soggetti a rischio, e cioè i fumatori, i diabetici, gli obesi, coloro che soffrono di pressione alta o che hanno un’elevata presenza di colesterolo e trigliceridi nel sangue, devono sottoporsi a controlli periodici dal cardiologo.

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