Ostelli della gioventù, la scommessa dell’Aig per catalizzare 5 milioni di turisti in Abruzzo

Aig, conferenza stampaAig, conferenza stampa

Un’importante iniziativa dell’Aig (Associazione italiana alberghi per la gioventù) mira a potenziare e diversificare il flusso turistico, soprattutto straniero, nella nostra regione che vanta un mercato con un potenziale di 5 milioni di giovani.

Questo l’obiettivo che, anche in Abruzzo, si prefigge con decisione l’AIG, Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, che ha di recente firmato un protocollo d’intesa con ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani per spingere avanti il progetto denominato “Un Ostello in ogni città” la cui finalità, implicita nello stesso titolo, è dotarne il Paese a cominciare dai suoi capoluoghi.

Dopo la recente tappa dell’Aquila, questa significativa iniziativa è stata presentata con una conferenza stampa a Pescara, in una giornata densa di impegni, e che ha visto i vertici AIG anche allUniversita’ “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, per una lezione sul turismo sociale e la lunga storia di Aig (risalente al 1945) con gli studenti del Dipartimento di Economia aziendale, su invito del profesor Roberto Veraldi, docente di Sociologia, e con protagonisti Carmelo Lentino segretario nazionale AIG e Roberto Messina responsabile della Comunicazione e dei progetti culturali AIG e curatore del libro dedicato ad Aldo Franco Pessina, fondatore e nume tutelare di AIG. Presente alla conferenza stampa, Felice Marinucci, presidente AIG Abruzzo, e ospite lo stesso professor Veraldi.

“Anche in Abruzzo, sono in corso contatti con operatori pubblici e privati – ha esordito Lentino – con l’obiettivo di far sì che strutture dismesse, o parzialmente utilizzate, entrino a far parte di un circuito affermato a livello mondiale come l’AIG quale parte l’IYHF, rete che conta su oltre 5.500 strutture e 5 milioni di giovani tesserati, in più di 90 paesi”.

Nessun ostello, è però, ad oggi, presente in Abruzzo, nemmeno nelle sue pure vivaci città universitarie: “un paradosso, se vogliamo – spiega il referente regionale AIG, Marinucci – per una regione che invece possiede grande potenziale turistico, con le sue coste, le sue montagne, i suoi Parchi e suoi beni artistici e architettonici. Assets che impongono di trovare nuove strade, di offrire prodotti innovativi di ricettività sul mercato mondiale”.

E il modello di ricettività dell’Ostello per la Gioventù, si presenta proprio confacente al caso abruzzese, assicurano quelli di AIG: “l’Ostello – entra nel merito Lentino – è calibrato proprio sul target a cui l’Abruzzo deve puntare: i giovani del nord Europa, e anche i meno giovani, quelli che per cultura preferiscono spendere meno per dormire, e qualcosa in più per visitare un museo…”.

L’ospitalità in camerate, purché belle, accoglienti e ordinate, è considerata in questi Paesi cosa normale, e anche “preferibile”. Da statuto, gli Ostelli della Gioventù devono possedere particolari requisiti ed adeguati ed ampi spazi di socializzazione. Non sono, dunque, semplici luoghi in cui trascorrere la notte, ma luoghi di socializzazione e aggregazione, strutture in cui è possibile praticare il cosiddetto turismo esperienziale, oltre che relazionale e aggregativo”.

In conferenza stampa è stato spiegato che  questa tipologia di ricettività non fa concorrenza a quella degli hotel tradizionali, perché ha sottolineato Messina: “si rivolge ad una diversa platea. Come dimostrano i dati della rete internazionale in cui AIG si inserisce, sovente i giovani scelgono la loro meta, visitano una città, si recano in un luogo specifico solo se vi trovano un Ostello funzionante”.

Gli ostelli sono considerati anche in Italia un servizio pubblico essenziale, ma mentre in Europa ricevono finanziamenti statali, e gli istituti scolastici sono qui obbligati a sceglierli come strutture di riferimento per le vacanze formative e le gite, in Italia l’AIG non gode di alcun appoggio, né di alcun indirizzo in tal senso. Insomma deve “far da sé”.

“Il turismo in Abruzzo – ha chiarito il professor Veraldi – ha un grande potenziale. Per intercettare nuova clientela e per destagionalizzare le presenze, tema quanto mai attuale, occorre allora e senza dubbio pensare prima a diversificare l’offerta. Il modello di ospitalità rappresentato dagli Ostelli, parla, e lo fa anche bene, di un nuovo tipo di rapporto tra uomo e territorio, di socialità e incontro, di spazio dotato di senso, non solo ‘passaggio’, e non solo ‘non luogo’ per usare la famosa terminologia di Marc Augè”.

 

Articolo offerto da: