Sanatoria cantine e garage, Pescara dice no

Sanatoria cantine e garage, Pescara dice noSanatoria cantine e garage, Pescara dice no

Pescara dice no alla sanatoria per cantine, garage e locali accessori da convertire in residenze, locali commerciali e locali per servizi ed artigianato

Il Consiglio Comunale, con 13 voti favorevoli e 4 contrari, ha approvato la delibera M5S che ha chiesto di escludere l’intero territorio comunale dall’applicazione della legge regionale n. 40 del 1 Agosto 2017, relativa alla sanatoria per cantine, garage e locali accessori in genere da convertire in residenze, locali commerciali e locali per servizi ed artigianato.

Così la consigliera comunale M5S Erika Alessandrini, prima firmataria della delibera: “Questa “legge vergogna” avrebbe permesso di legittimare come locali residenziali quegli ambienti che, per normativa nazionale con decreto ministeriale 5/7/1975, non potrebbero mai diventarlo non avendo altezze e dimensioni adeguate. Il rispetto della legalità va di pari passo con il diritto alla salute e la dignità di tutti i cittadini che si sarebbero trovati a vivere e lavorare dentro garage, scantinati e sgabuzzini, tornando indietro di 40 anni, quando la parte più povera della popolazione viveva nei bassifondi degli edifici, invece che in appartamenti degni di questo nome. La “legge contro legge” è stata finalmente fermata.

Viene così dato un duro colpo alla legge regionale n. 40/17 che, anche a livello nazionale. ha subìto un’importante battuta d’arresto. Grazie all’interrogazione parlamentare dell’on. Andrea Colletti, il Governo italiano, lo scorso 6 ottobre, ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale tale provvedimento. Il Consiglio dei Ministri aveva aderito a tale richiesta, rinviando ai massimi giudici la norma regionale “in quanto, nel disciplinare il recupero dei vani e locali accessori e seminterrati situati in edifici esistenti o collegati direttamente ad essi da destinare ad uso residenziale, direzionale, commerciale o artigianale, presenta profili di illegittimità con riferimento a varie disposizioni, che appaiono invadere la competenza legislativa statale in materia di tutela dell’ambiente (art. 117, comma 2, lettera s), della Costituzione) e di governo dei territori (art. 117, comma 3, della Costituzione), consentendo interventi di recupero anche in deroga ai limiti e prescrizioni edilizie degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti, ovvero in assenza dei medesimi”.

La delibera comunale, proposta dalle consigliere Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini, ha utilizzato la facoltà prevista per i Comuni proprio dalla legge n.40, all’art. 5 comma 1, di poter escludere sui propri territori gli interventi di recupero previsti, in ragione di specifici motivi di carettere ambientale, storico, artistico, urbanistico ed architettonico. Lo stesso è accaduto anche nei Comuni di Giulianova e Tortoreto, sempre su sollecitazione del M5S.

 

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