Meteoropatia, a ridosso del tempo che cambia

MeteoropatiaMeteoropatia

di RITA PARISIO

La meteoropatia, intesa come un insieme di disturbi psichici e fisici che si verificano in seguito a determinate variazioni meteorologiche, come i cambi repentini di temperatura, umidità, vento e precipitazioni, è una patologia in aumento tra la popolazione mondiale.

Anche il cambio di stagione e il clima afoso (il cosiddetto colpo di calore) possono favorire tale sindrome legata al tempo. Le categorie che risultano maggiormente sensibili alle mutazioni atmosferiche sono le persone in età evolutiva (bambini, adolescenti) e gli anziani, i soggetti definiti neurolabili, ossia gli emotivi, ma anche i depressi e gli ansiosi, coloro che hanno subito traumi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Inoltre, risultano meteoropatici gli alcolisti e i farmaco-dipendenti. Bisogna però distinguere tra i soggetti sensibili ai cambiamenti climatici che avvertono sintomi molto attenuati (1 italiano su 2), e i veri meteoropatici, circa il 5% degli italiani, che vivono la meteoropatia come una vera malattia. Gli effetti principali della meteoropatia sono notoriamente la depressione, la stanchezza e la cefalea.

Scientificamente l’organismo di un meteoropatico reagisce circa 24-48 ore prima del cambiamento effettivo del tempo, quando inizia ad avvertire sintomi di stanchezza fisica nervosismo, irritabilità e insonnia ai quali seguono puntualmente dolori articolari, palpitazioni e stati depressivi. La fase acuta dura circa due giorni, comincia a regredire quando la perturbazione è in atto e sparisce con la fine del maltempo. La cura farmacologica consigliata è quella di assumere ai primissimi sintomi un antiallergico associato a un sedativo vegetale come biancospino, tiglio o valeriana e comunque mai ricorrere agli psicofarmaci o al cortisone che diminuisce le difese immunitarie, preferire gli ambienti luminosi ed esterni soprattutto nei cambi di stagione.

Articolo offerto da:

Bar Roberto