Shakespeare a Villa Sabucchi con la “Tragedia di Bruto”

Conferenza stampa su la “Tragedia di Bruto”, riduzione del Giulio Cesare di Shakespeare a cura di Torre del BardoConferenza stampa su la “Tragedia di Bruto”, riduzione del Giulio Cesare di Shakespeare a cura di Torre del Bardo

Questa sera e domani al Parco Sabucchi di Pescara sarà di scena la “Tragedia di Bruto”, riduzione del Giulio Cesare di Shakespeare

Il tutto rientra nel progetto Torre del Bardo, felice sinergia con il Teatro Stabile d’Abruzzo e la Onlus della Laad, a cura del regista William Zola e con il patrocinio del Comune.

La presentazione dell’evento è avvenuta alla presenza dell’assessore Giovanni Di Iacovo, il regista, gli attori, Vera De Gregoris e Margherita Cordova, rispettivamente moglie e figlia del fondatore della Laad Gianni Cordova, scomparso di recente.

“Ogni produzione culturale non può prescindere dalle contingenze storiche, politiche e sociali di una città – esordisce l’assessore Giovanni Di Iacovo – Credo che la scelta della Torre del Bardo sia una scelta di grande attualità e il sodalizio riuscito con la Laad non poteva che essere un esempio di come la cultura possa essere promossa in ambiti anche sociali. Azzeccata l’idea di portare in scena il Giulio Cesare, una figura di grande impatto che esprime ciò che criticamente e umanamente Shakespeare vede nell’imperatore e questo non poteva accadere in un momento migliore. Il parco è da sempre gestito ottimamente dalla Laad che ha avuto un’intuizione forte per rivitalizzare questa zona di Pescara: i parchi oltre ad essere belli e curati devono essere anche vissuti e il Sabucchi ha una tradizione viva e intensa per la cultura che va felicemente avanti da tanti anni”.

“Laad anche quest’anno, mettendo tanto impegno, ha voluto rinnovare la tradizione di una serie di eventi – sottolinea Vera De Gregoris, a capo della Laad dopo la scomparsa del marito Gianni – Questo è l’ultimo spettacolo dell’estate ed è un fiore all’occhiello per noi e per la città perché il teatro classico non è molto diffuso, invece merita. Lo è perché offre spunti e riflessioni senza togliere nulla ad altre forme di teatro. L’arte, il teatro e la commedia per Gianni erano importanti anche per la prevenzione del disagio, più che di ogni altro tipo di discorso tecnico ed educativo. Tutto concorre ma la cultura è la base su cui si può e si deve lavorare, modo anche per rendere omaggio a chi per tanti anni si è speso e portarne avanti il lavoro”.

“Il genio di Shakespeare viene preso in prestito perché è valido per tutte le epoche – aggiunge William Zola, regista – sia per il valore che le sue intuizioni hanno nel mondo occidentale, sia per l’attualità che offre per riflettere e approfondire. Questo è un teatro che può far meditare: il Giulio Cesare lo abbiamo voluto non a caso ribattezzare nella nostra riduzione “Tragedia di Marco Bruto”, come un dramma nel dramma. E’ anche un focus sulla maledizione del potere che fa perdere agli uomini il senso della realtà, ma quando le persone semplici, umili o gli spiriti eletti prendono coscienza del pericolo della perdita della libertà, le spirali del potere s’interrompono, quasi sempre in maniera violenta. Una riduzione a cura dell’aiuto regista Margherita Cordova che va all’essenza: le domande che l’autore si pone e pone all’umanità. Gli eroi pagano sempre nella tragedia greca, questa è un percorso introspettivo per fare una riflessione sull’epoca che stiamo vivendo. Installazioni, più che scenografia, nel palcoscenico naturale del parco e nella sua torre che diventa il Foro Romano. Da non perdere gli attori che vantano un trascorso teatrale e storie di grande intensità”.

“L’opera pone l’accento più di altre sui punti di vista delle varie figure – conclude Margherita Cordova – Non c’è un vero protagonista, quindi è un’opera copernicana che spacca il pubblico e si pone nei panni delle diverse parti recitanti. Qui non c’è un bene assoluto, anche se  è centrale il tema della libertà: va sempre difesa perché non va mai data per scontata e spesso rischiamo di perderla per il capriccio di qualcuno”.

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