Matrimoni e unioni civili, sì della Giunta alle celebrazioni in luoghi diversi

Laura di PietroLaura di Pietro

Da oggi è possibile unirsi in matrimonio in un luogo diverso che non sia il Comune. Il tutto grazie al si della giunta comunale che prevede la celebrazione di matrimoni e unioni civili in luoghi diversi da quelli deputati come “casa comunale”.

“Residenze di particolare pregio, ristoranti, giardini, strutture di accoglienza potranno diventare lo scenario ideale per celebrare matrimoni e unioni civili immediatamente efficaci – così l’assessore all’Anagrafe Laura Di Pietro – Si tratta di una grande novità per Pescara, che guarda al futuro e crea un vero e proprio settore dedicato alle unioni, dopo il successo avuto con la celebrazione dei matrimoni in spiaggia che da due anni vede molti sì pronunciati davanti al Museo del Mare, sulla spiaggia della Madonnina. Un desiderio sentito, dunque, che si è tradotto anche in una mozione presentata all’Amministrazione in dicembre dai consiglieri Daniela Santroni e Ivano Martelli sulle celebrazioni di matrimoni e unioni civili in luoghi diversi da quelli riconosciuti come casa comunale e a cui diamo oggi seguito. Pescara così si mette al passo di altre città italiane dove ciò già avviene e offre un servizio che allarga le possibilità sui luoghi dove pronunciare il fatidico sì a scenari diversi da quelli che devono avere la qualificazione di “casa comunale”, che è un edificio che stabilmente si trova nella disponibilità dell’Amministrazione comunale.

Al momento, godono di tale stato la sala giunta e consiliare, l’ufficio del sindaco, l’ufficio di Stato civile presso i Servizi demografici, l’Aurum e il Museo del Mare per le celebrazioni in  pertinenza sull’arenile sito a nord della Madonnina, ma sono sempre più numerose le richieste inerenti la celebrazione di riti civili in sedi diverse, anche private, dove fino ad oggi si potevano celebrare delle “repliche” del matrimonio, già ratificato nei luoghi comunali.

Noi siamo andati oltre, facendo riferimento al “Massimario per l’Ufficiale dello Stato Civile” – edizione 2014 pubblicato dal Ministero dell’Interno (paragrafo 9.5.1), dove si precisa che “è ammissibile la celebrazione del matrimonio in un sito esterno alla casa comunale di proprietà privata, purché acquisita alla disponibilità comunale attraverso titolo giuridico (per esempio, contratto di comodato d’uso, di locazione, di usufrutto, ecc.) con carattere di ragionevole continuità temporale (e non quindi per un singolo matrimonio) e di esclusività. L’uso della struttura, pertanto, anche se di proprietà privata, deve essere strettamente e direttamente connessa alla funzione amministrativa che è propria della casa comunale”.

E la delibera votata in Giunta, in aderenza alle altre normative di riferimento, prevede l’individuazione sia dei luoghi deputati in tali location, che dei giorni in cui le celebrazioni avvengono, fissando i criteri di riferimento perché in altri locali anche di proprietà privata, possa essere istituita una sede distaccata dell’Ufficio di Stato Civile al fine di celebrarvi matrimoni. La chiave che lo consente è che questi vengano acquisiti alla disponibilità comunale attraverso un titolo giuridico idoneo, in modo duraturo o comunque non occasionale, al solo fine della celebrazione del matrimonio.

Per questo è necessario manifestare l’interesse, candidare il proprio locale o spazio, rispondendo all’avviso pubblico che fra qualche giorno sarà messo online, rivolto a quanti sono proprietari o gestori di edifici o strutture ricettive, dotate di eventuali aree di pertinenza funzionale come giardini, parchi, aree verdi, spiagge e via dicendo.

Ci aspettiamo un grande riscontro, perché aumentano sempre di più le celebrazioni replicate in luoghi più aderenti ai desideri degli sposi e siamo davvero soddisfatti del lavoro svolto dalla struttura comunale in tal senso, per dare alla città e alla sua comunità un servizio innovativo e, visto il tema, indimenticabile”.

 

 

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