Ipermnesia, una mente strabordante di ricordi

IpermnesiaIpermnesia

L’ipermnesia è l’eccessivo sviluppo della memoria che comporta un’abnorme capacità di rievocare ricordi lontani, numeri e date.

Oltre che in persone straordinariamente dotate, si osserva spesso in soggetti maniaci, nei tossici e durante stati psichici alterati dall’insonnia. Essa può essere transitoria o permanente. Si riscontra ipermnesia permanente in individui oligofrenici, ovvero i cosiddetti idiots savants, come gli autistici. Sono colpiti da ipermnesia transitoria, invece, gli affetti da depressione, paranoia o che presentano alterazioni della coscienza. Il meccanismo di questo fenomeno non è del tutto chiaro, ma sembra che sia dovuto principalmente ad una diminuzione delle resistenze che ne avevano determinato l’oblio, alla ricostituzione di sistemi di riferimento già acquisiti nel passato, alla capacità di astrarsi dal presente. Nel 2008 alcuni neuroscienziati dell’Università californiana di Ivirne, pubblicarono un eminente studio su questa patologia, realizzato su due persone, localizzate negli Stati Uniti, che soffrivano di ipermnesia.

Da allora e fino ad oggi sono stati individuati altri quattro casi, l’ultimo di questi è l’attrice e scrittrice Marilu Henner, che rese pubblica la notizia, nel dicembre 2010 attraverso il documentario” 60 minuti” trasmesso dalla catena CBS. Le prove realizzate sulle persone affette da ipermnesia, dimostrano che queste sono capaci di ricordare fino al dettaglio più insignificante, di una data solo guardando una fotografia, ad esempio il primo giorno di scuola: come erano vestiti, di cosa parlarono gli insegnanti, cosa mangiarono alla mensa scolastica e molti altri particolari. Il problema si presenta con i brutti ricordi e per l’incapacità di rimuoverli, in questi casi quello che potrebbe sembrare un dono diventa una disgrazia che impedisce di metabolizzare il passato.

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