Choc e collasso, consigli per intervenire

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Spesso chi ha avuto un incidente, una grave contusione, una copiosa emorragia, o un’acuta reazione allergica, insomma chi ha subito un trauma piuttosto violento, presenta uno stato di collasso o choc.

Ciò può verificarsi subito dopo il malore oppure a parecchie ore di distanza. Gli choc generalmente definiscono uno stato di insufficienza cardiocircolatoria. Il paziente diventa pallido, le unghia e le labbra assumono un aspetto violaceo e i piedi si fanno sudati e gelidi, la respirazione diviene debole ma frequente, il soggetto appare spaventato ed è assalito da una sensazione di morte imminente. Il collasso e lo choc sono determinati da un improvviso abbassamento della pressione che provoca un afflusso troppo scarso di sangue al cervello. Anche le emozioni violente, l’avvelenamento, il diabete possono scatenare questo tipo di reazioni. Spesso allo choc segue la perdita di coscienza.

Nel caso di un ferito in stato di choc è sconsigliabile rimuoverlo senza l’intervento del personale specializzato ed in ogni caso sarà necessario tenerlo in posizione supina con le gambe sollevate rispetto alla testa in modo da facilitare l’afflusso del sangue al cervello. Il paziente va tranquillizzato e tenuto al caldo senza però farlo sudare. Da evitare la somministrazione di alcolici a scopo stimolante, aggravano la situazione, meglio una tazza di thé o di caffè. Nel caso di abbassamento della glicemia, invece, la perdita di coscienza è sovente incompleta, in compenso sono frequenti le cadute a terra, può essere sufficiente un bicchiere di acqua zuccherata o una caramella per riportare i valori alla normalità.

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