“Esserci sempre”: la Polizia festeggia 165 anni

L'ingresso dell'Aurum con il picchetto d'onoreL'ingresso dell'Aurum con il picchetto d'onore

Si è celebrato anche a Pescara questa mattina presso l’Aurum, il 165° anniversario della fondazione della Polizia.

La data scelta quest’anno e per gli anni a venire è il 10 aprile, giorno in cui venne pubblicata, nel 1981, sulla Gazzetta ufficiale la legge 121 di riforma della Polizia. Una tappa fondamentale nel percorso dell’Amministrazione della pubblica sicurezza grazie alla quale si garantì, con la smilitarizzazione, l’adeguamento di una forza di sicurezza alle moderne necessità della società civile.

Quest’anno il tema celebrativo per festeggiare i 165 anni è : “Esserci sempre”. Alla cerimonia, che ha visto le consegne degli encomi agli agenti che si sono distinti nelle principali azioni di polizia, hanno partecipato le più alte cariche istituzionali, militari e civili.

La cerimonia si è aperta alle 8.45 presso il complesso polifunzionale Fanti di via Pesaro, sede della Questura, con la deposizione di una corona di alloro al Sacrario dei Caduti della Polizia di Stato, quale segno tangibile del ricordo per coloro che hanno prestato la loro opera all’interno dell’istituzione. L’Arcivescovo Valentinetti, ha impartito la benedizione, il Prefetto della provincia Provolo e il questore Misiti hanno reso onore ai caduti. La cerimonia poi si è spostata presso l’ex Aurum. Dopo la lettura dei messaggi delle massime autorità di Stato, c’è stato il saluto del questore Francesco Guglielmo Misiti.

Durante il suo breve intervento il nuovo questore ha parlato della sua breve esperienza pescarese, che ha giudicato “fin qui molto positiva, Pescara è una città in fermento”, ma ha posto un accento sui giovani.  “Andrebbero un po’ rieducati alla legalità, vedo troppa cultura del branco, mentre ci si può divertire anche senza sfiorare le regole. E’ un piccolo problema di tipo culturale: – sostiene il nuovo questore – troppe risse, troppi sforamenti. Non voglio essere frainteso, sia chiaro, non sto parlando di emergenza, ma certo si potrebbe fare di più e dobbiamo fare qualcosa”.

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