Il parlamentare Castaldi su emergenza in Abruzzo

Gianluca CastaldiGianluca Castaldi

di PAOLA D’ADAMO

Il parlamentare vastese Gianluca Castaldi (M5S) ieri è intervenuto in Senato, dove era presente anche il Premier Gentiloni per l’informativa sull’emergenza che ha colpito il Centro Italia.

Castaldi dopo aver espresso vicinanza alle famiglie delle vittime del crollo dell’hotel Rigopiano ed a quelle che ancora sperano di poter riabbracciare i propri cari, così come alle famiglie delle altre vittime causate dal maltempo, è entrato nel vivo dell’intervento denunciando i numerosi errori compiuti in Abruzzo in questi giorni.

“Non si può rimanere in silenzio e far finta di nulla. C’è chi, però, ha quasi preteso e pretende che l’indignazione, la rabbia, la richiesta di individuare e denunciare responsabilità istituzionali siano accantonate. Pretende che vengano rimandate ad un dopo, ad un generico dopo! Chi conosce minimamente la storia della mai regione e quel territorio sa, invece, che le responsabilità istituzionali ci sono e sono nette! Ed è proprio in ragione del rispetto, al contrario, che bisogna, da subito, cominciare a chiedere chi sono i responsabili di questa situazione! Ad oggi, fra i vari eventi accaduti, quanti politici, quanti amministratori, quanti costruttori hanno pagato per questo? Glielo dico io: pochi. Forse nessuno.

Oggi contiamo 13.523 sfollati nelle zone colpite dal sisma, mezzo milione di persone rimaste senza luce e senza riscaldamento, a causa di un black out ancora oggi non del tutto risolto. Interi Comuni, specie nella provincia di Teramo, sono rimasti isolati, con le strade non percorribili e i sindaci abbandonati, senza mezzi per poter spalare la neve e liberare le strade. Migliaia di persone senza servizi idrici, strade anche importanti non percorribili. Ci sono ancora persone e aziende agricole isolate: oggi; frazioni raggiungibili con estrema difficoltà. La colpa non è della neve. Il centro Italia è stato sommerso da una serie di errori, sottovalutazioni, ritardi e anche incompetenze. E il fallimento di chi doveva prevenire questo disastro e soccorrere le popolazioni in difficoltà, è sotto gli occhi di tutti. Neve e terremoto sono stati sicuramente un combinato disposto che, ancora una volta, in Italia ci ha fatto assistere allibiti e furenti ad una generale e complessiva impreparazione delle istituzioni, a partire dal sistema organizzativo della protezione civile e della regione, che hanno dimostrato di non essere in grado di affrontare emergenze di questo tipo, mostrandosi completamente impreparati, incapaci di attivarsi in tempi rapidi e di garantire i mezzi e gli uomini di cui c’era bisogno.

Tutto questo nonostante l’arrivo della fortissima perturbazione fosse conosciuto almeno con cinque giorni di anticipo. Era noto l’arrivo di questa perturbazione. Insomma un fallimento! Un fallimento sotto gli occhi di tutti! Sono i sindaci dei Comuni coinvolti dall’emergenza a denunciare i ritardi nei soccorsi, e la tragedia di Rigopiano ce lo racconta: la mail con la richiesta d’aiuto venne inviata dall’hotel 11 ore prima alla prefettura di Pescara, al sindaco e alla polizia provinciale. Ed è cento volte più disarmante misurare l’abisso che sta tra l’impegno commovente di tanti lavoratori e volontari e l’impreparazione o la superficialità di troppe persone inadatte a ricoprire posti nelle catene di comando. In alcuni territori – come il mio, l’Alto vastese – l’emergenza andava avanti già dalla perturbazione dell’Epifania, con centri isolati e un primo blackout di proporzioni abbastanza gravi. Cosa non ha funzionato, allora? Di chi sono le responsabilità?

Sono state predisposte senza indugio tutte le misure e le attività previste a seguito delle allerte pervenute? Ci dia una risposta. Quali informazioni sono state comunicate fra i vari livelli relative ai rischi valanghe? Quali motivazioni e responsabilità ci sono sulla insufficienza di mezzi? Quanti mezzi effettivi e attrezzature sono a disposizione di enti locali e nazionali, dei corpi di polizia civili e militari e dei corpi di soccorso per situazioni di questo genere? Queste risposte le chiediamo con forza, ma soprattutto le chiedono i cittadini. Noi chiederemo di verificare il rispetto della convenzione tra Terna e Ministero dello sviluppo economico nella parte relativa alla continuità dell’erogazione del servizio di distribuzione e quella relativa agli obblighi di manutenzione per la Regione Abruzzo. Le ricordo che questi sono tutti oneri a carico dei cittadini sulla bolletta.

Con la riforma Madia avete contribuito a creare una situazione di confusione, in cui non è chiaro chi debba fare cosa; avete privato questo Paese del corpo forestale dello Stato, sottraendo alla collettività un corpo che aveva mezzi e conoscenze per fare moltissimo in situazioni come queste. Così, in piena emergenza, ci siamo ritrovati con l’ex base operativa degli elicotteri del corpo forestale di Rieti chiusa e ben tre elicotteri fermi a terra.

In Abruzzo –ha concluso Castaldi- da almeno vent’anni manca la carta delle valanghe. La prevenzione contro il dissesto idrogeologico è inesistente. Come denunciato dal Forum dell’acqua Abruzzo, quell’albergo è stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti, compresi quelli da valanghe. Ci chiediamo quanti altri siti come Rigopiano ci sono in Abruzzo e in Italia e a chi spetta monitorarli e prevenire altre tragedie, in una situazione eccezionale come quella che sta vivendo il Centro Italia”.

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