Ridateci le statue, la denuncia dopo 70 anni dal reato

Statue D'Antino Ponte LittorioStatue D'Antino Ponte Littorio

Il Comitato Pescaratutela/selfie, attraverso i soci Licio Di Biase, Angela Appignani, Giulia De Collibus, Mariacristina Semproni e Michele Del Castello, ha inoltrato ai Carabinieri della stazione di viale D’Annunzio, una denuncia internazione  di sottrazione delle 4 statue allegoriche dell’artista Nicola D’Antino che ornavano il Ponte Littorio.

“Innanzitutto, parliamo dell’Artista – ha illustrato Licio Di Biase- Nicola D’Antino nasce a Caramanico (Pescara) il 31 ottobre 1880 e muore il 3 novembre 1966. Artista importante nel panorama culturale italiano della prima metà del novecento. Autore  delle fontane “Luminosa” e “Gemella” de L’Aquila, di due delle statue che adornano il Foro Italico a Roma e di tante altre sculture.

Veniamo ora alle 4 sculture pescaresi. Dopo l’inaugurazione del Ponte Littorio avvenuto il 14 agosto 1933 e  progettato dal noto architetto Cesare Bazzani, che progettò anche il Palazzo delle Poste e S. Cetteo, si decise di decorare il Ponte stesso.

Pannello Pescara opere D Antino

Pannello Pescara opere D’Antino

Si pensò a 4 Aquile, che vennero collocate su alti piloni, ma soprattutto si diede incarico a Nicola D’Antino per  una cifra di 130.000 lire di realizzare 4 sculture in bronzo, da consegnare entro il 14 agosto 1935.

I tempi furono rispettati e nel mese di Agosto vennero consegnate “le quattro statue in bronzo a decorazione del Ponte Littorio”, di natura allegorica.

“Sono nudi femminili”, come scrive Gabriella Albertini, autrice di un’importante ricerca sull’artista “adagiati su basamenti lungo il parapetto del ponte (due per parte). Le figure rappresentano: la pastorizia, la pesca, l’agricoltura e l’industria. Quattro elementi che caratterizzano alcuni aspetti della regione Abruzzo”.

E veniamo alla denuncia:

le sculture scomparvero, durante la seconda guerra mondiale, poco prima che i tedeschi in ritirata facessero saltare il ponte littorio. Infatti, nel volume di Bertillo e Pittarello “Il martirio di una città – Pescara e la guerra 1941/44”, si legge: “La 7^ Brigata Indiana di fanteria ebbe l’ordine di procedere verso Pescara alle ore 11.30 del 10 giugno. Con una jeep le avanguardie trovarono una circonvallazione lungo la linea ferroviaria e dieci ponti distrutti. Alle ore 13.00 il 7° squadrone da ricognizione entrò a Pescara con un carro armato Honey e un distaccamento di granatieri. Questo squadrone trovò i ponti sul Pescara completamente distrutti, ma entrò ugualmente nella città, da ovest, alle ore 15.30”.

Per anni si è sostenuta la tesi che le statue fossero state fuse per riutilizzare il bronzo.

Ma può esserci ancora una seppur minima speranza – ha concluso Di Biase – che  possano essere state collocate in qualche amena località dell’Europa e in particolare della Germania, dove spesso vengono rinvenute opere d’arte rastrellate dai tedeschi in giro per l’Europa. E allora il Comitato Pescaratutela/selfie, alla luce delle celebrazioni del cinquantennale della morte di D’Antino, che produrranno una grande riflessione sull’artista anche alla presenza di Vittorio Sgarbi, ha ritenuto che questo fosse il momento più significativo per produrre una denuncia internazionale di sottrazione delle “quattro statue di bronzo realizzate da Nicola D’Antino che decoravano il Ponte Littorio” attivando, così, una ricerca internazionale dagli esiti incerti, ma non privi di speranza”.

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