L’attacco ischemico transitorio

Attacco ischemico transitorioAttacco ischemico transitorio

Il Tia che viene definito come un attacco ischemico transitorio, è un deficit neurologico temporaneo e reversibile, causato da una riduzione transitoria del flusso di sangue al cervello.

Numerosi studi hanno dimostrato che la maggior parte dei Tia dura meno di 60 minuti. Se invece l’ischemia permane più a lungo, cioè oltre le 24 ore, può essere causa di ictus. Infatti l’attacco ischemico transitorio differisce dall’ictus per il carattere temporaneo e reversibile dei suoi sintomi. Per il resto, non esistono altre differenze. Proprio perché l’ischemia può essere l’anticamera di un ictus vero e proprio è necessaria la prevenzione per diminuire il rischio. Secondo le statistiche una persona su 3 dopo aver sperimentato un episodio di Tia ha un ictus nel giro di un anno. I sintomi principali di un attacco ischemico includono la perdita della sensibilità e la paralisi in un lato del corpo o del viso, la perdita della vista nel campo visivo sinistro o destro, la visione sdoppiata, la difficoltà di linguaggio, vertigini, vomito e perdita della coscienza. Si possono manifestare varie combinazioni di questi sintomi o magari uno soltanto. L’incidenza dei Tia aumenta con l’età in quanto la presenza di ipertensione arteriosa o di insufficienza coronarica moltiplica il rischio. Come l’ictus, infatti, il Tia colpisce maggiormente le persone anziane (il 75% degli individui colpiti ha più di 65 anni), gli uomini rispetto alle donne, i fumatori e le persone obese. Gli obiettivi principali sono la prevenzione dell’arteriosclerosi per la quale valgono le stesse precauzioni utili alla prevenzione dell’infarto cardiaco e cioè l’eliminazione del fumo, il controllo dell’ipertensione e del diabete e dell’obesità. Da non trascurare la diagnosi di eventuali occlusioni dei grandi vasi del collo e della testa tramite ecodoppler ed eventualmente tramite angiografia e la valutazione di aritmie cardiache.

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