La lista nera dei cibi extracomunitari

Broccoli cinesiBroccoli cinesi

Di recente la Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), scesa in piazza per difendere a spada tratta la genuinità e la sicurezza dei cibi nostrani, ha presentato a Napoli il dossier contenente la lista nera dei cibi più contaminati provenienti dall’estero: in pole position i broccoli cinesi.

Le analisi dei cibi extracomunitari incriminati, condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), hanno accertato la presenza di residui chimici, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge. Il primato negativo va ai broccoli cinesi con la quasi totalità dei campioni risultati irregolari (il 92%) per la presenza di residui chimici. A seguire c’è il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità rilevate e il basilico dall’India, fuori norma in ben sei casi su dieci. I problemi riguardano anche la frutta proveniente dal Sudamerica come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana, che sono fuori norma nel 14% dei casi per l’abuso di Spinosad e Cypermethrin, due insetticidi. Il Marocco è un altro paese a cui sono state concesse agevolazioni dall’Unione europea per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali. Paradossalmente nel paese africano è permesso l’uso di pesticidi vietati in Europa. Dal rapporto della Coldiretti l’agricoltura italiana è risultata la più eco-sostenibile d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto di utilizzare Ogm e il maggior numero di aziende biologiche. Al nostro paese spetta anche la palma della sicurezza alimentare mondiale, con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari .

 

 

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