Earth day, anche a Pescara iniziativa il 22 aprile

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Non sarà l’unico e forse non è nemmeno il migliore dei Pianeti possibili, di sicuro però è l’unico che conosciamo e che possiamo celebrare, non tanto per quello che è, quanto piuttosto per quello che sarà o che vorremmo diventasse: un luogo migliore. E’ lo spirito dell’Earth Day, la Giornata mondiale della Terra, istituita il 22 aprile 1970 e ufficializzata dall’Onu l’anno successivo, dopo una grande mobilitazione popolare negli Stati Uniti. L’idea scaturisce da un disastro petrolifero: nel 1969, sulle coste californiane di Santa Barbara, un guasto ad un pozzo nel quale si stavano eseguendo trivellazioni offshore provocò un gravissimo danno ambientale. Nel 1971 l’Earth Day ha ottenuto il patrocinio dell’Onu. La Giornata della Terra (in inglese Earth Day) è dedicata all’ambiente e alla salvaguardia del Pianeta attraverso azioni rispettose, dal riciclo dei materiali alla conservazione delle risorse naturali, alla tutela della biodiversità e delle specie animali a rischio di estinzione. L’attenzione è posta anche sulle problematiche relative alla distruzione degli ecosistemi o all’esaurimento delle risorse non rinnovabili. La Giornata della Terra è un avvenimento educativo e informativo che parte dal principio che tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal reddito, abbiano diritto di vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. In origine la riflessione mondiale si occupava delle varie forme di inquinamento – acqua, aria, suolo – oggi ci si concentra molto anche sul surriscaldamento globale, grande minaccia per la sopravvivenza del genere umano.

L’obiettivo attuale, secondo l’accordo che dovrebbe entrare in vigore nel 2020, punta a limitare il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi in più. L’intesa dovrà essere ratificata da almeno 55 paesi, che rappresentano complessivamente il 55% delle emissioni mondiali di gas serra, ma non è detto che basti. Alcune associazioni ambientaliste sostengono infatti che l’accordo non sarà sufficiente a evitare un surriscaldamento globale inferiore ai 3 gradi entro il 2050, con scenari più devastanti di quelli che già conosciamo: stagioni impazzite, piogge o troppo scarse o alluvionali. Le minacce alla Terra arrivano da più parti, non solo dal cielo. Se può sembrare perfino inutile ricordare i ripetuti disastri ambientali prodotti dall’uomo (Bhopal, Cernobyl, Fukushima, Seveso, il Golfo del Messico…), meno scontato è invece domandarsi dove si è sbagliato e cosa si può fare per mitigare il nostro impatto sul suolo che ci ospita. Negli oltre 45 anni trascorsi dalla prima Giornata mondiale della Terra i riflettori su queste tematiche sono rimasti accesi, ma non sempre hanno illuminato gli angoli giusti, né hanno trovato spazio adeguato sui mass media o presso le istituzioni. Per fortuna oggi anche diverse scuole cominciano a stare “sul pezzo” considerando l’educazione ambientale come baluardo per la formazione dei futuri cittadini.

Per il 22 aprile, in occasione della Giornata mondiale della Terra, tutte le istituzioni scolastiche sono state invitate a sensibilizzare gli studenti con attività didattiche connesse. Creare un piccolo orto, piantare e veder crescere un albero, adottare un’aiuola, coltivare piantine in classe, sono tutte azioni possibili ed efficaci per coinvolgere bambini e ragazzi e portarli a vivere l’ecosistema con maggiore e diversa consapevolezza. In tutta Italia sono tante le iniziative previste per il 22 aprile; a Pescara, per esempio, l’associazione Scienza Under 18 e il Centro studi cetacei organizzano un incontro pubblico sul tema “Il mare, un tesoro sconfinato e fragile”. L’appuntamento è nella sede del Centro di recupero e riabilitazione tartarughe marine “Luigi Cagnolaro”, in di Sotto, dalle 9.30 alle 13. Perché la Giornata Mondiale della Terra va presa non come celebrazione cerimoniosa e stereotipata, ma come occasione per informarsi, riflettere, fare educazione, staccare dal mondo virtuale per aprire gli occhi su quello reale. L’importante è capire e far capire che ciascuno di noi, uomo o donna, bambino o adulto, ma anche singolo o comunità, può contribuire quotidianamente, con le proprie azioni, non solo a non provare più alcun gusto nel distruggere il Pianeta, ma anche e soprattutto a darsi da fare per salvarlo.

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