Una dieta per la fibromialgia

fibromialgia

Spossati e doloranti, i pazienti affetti da fibromialgia in Italia sono circa 2 milioni, soprattutto di sesso femminile. Lo specialista cui fare riferimento per la diagnosi di fibromialgia è il reumatologo. Solitamente alla terapia farmacologica (paracetamolo, antinfiammatori, antidolorifici, miorilassanti) è indispensabile associare attività fisica dolce come lo yoga, oppure attività motoria in acqua termale, e una buona informazione sull’igiene del sonno, in grado di migliorare la sintomatologia. Numerosi pazienti affetti da fibromialgia hanno riferito un miglioramento dei sintomi nel corso di diete a basso contenuto di grassi. Anche se non è riconosciuta una dieta standardizzata per questa malattia, il dottor Thomas Weiss ha recentemente pubblicato un testo sull’argomento con consigli alimentari preziosi tra cui la riduzione drastica dello zucchero bianco (al quale preferire quello di canna), e della carne rossa con la preferenza assoluta di verdure, pesce, pollame, coniglio, uova e latticini. Da limitare il consumo di pomodori, melanzane, patate, peperoni perchè possono provocare reazioni di intolleranza alimentare con manifestazioni a livello muscolare. Altra regola d’oro è bere tanta acqua, per evitare ristagni ed edemi, limitando al massimo il sale e le bevande zuccherate, compresi i succhi di frutta. Si al vino rosso, un bicchiere durante i pasti e alle tisane, no ai superalcolici, al caffè e al tè. Tra i tonici preferire la pappa reale al ginseng che può alimentare la contrattura muscolare e di conseguenza il dolore.

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