Le mete preferite dagli anziani

Pensiaonati espatriati

Sta peggio chi non ha la casa di proprietà: il costo dell’affitto può erodere an­che più dell’80% di una pensione medio-bassa; ma si fugge anche dal Servizio sanitario nazionale, da farmaci e cure troppo costose. La controprova casalinga sta nei nuovi poveri che sempre di più ricorrono alle mense Caritas.

Dei 400mila anziani italiani trasferitisi in paesi low cost, circa 270mila percepiscono dai 650 ai mille euro al mese, per gli altri si va dai mille ai 1.500. Ma dove vanno i pensionati italiani in fuga? Se la necessità spinge a lasciare l’Italia, la scelta del luogo obbedisce a più criteri: clima mite, tranquillità, servizi sanitari, sicurezza. Il 71% degli an­ziani partiti negli ultimi cinque anni ha scelto l’Europa, il 10% l’America settentrionale e il 6% l’America meridionale. Raffrontando il 2014 al 2010, le percentuali di incremento maggiore si registrano in Oceania (+257%), Africa (+164%) ed America centrale (+114%).

Salgono nettamente i paesi dell’Europa dell’est, considerate mete di migrazione soft: per esempio Bulgaria o Romania, dove con 800/1000 euro sicuri (altra cosa è cercarvi lavoro) si coprono le spese e si gode anche un po’ di superfluo. Si affacciano anche Slovenia e Polonia, mentre tra le mete preferite ci sono le spagnole Isole Canarie, clima quasi estivo tutto l’anno, servizi e senso civico generale ottimi, criminalità non pervasiva, buona assistenza sanitaria, iva clemente. Decisamente più estreme, ma comunque frequentate, destinazioni come Thai­landia, Costarica, Caraibi, Filippine e Africa.

Natu­ralm­ente i dati non tengono ancora conto della recente emergenza terrorismo, un’e­scalation che probabilmente condizionerà i prossimi re­port. Ma come si fa a scappare dall’Italia? Occorre risolvere gli aspetti legati al trasferimento della residenza e della pensione nel paese prescelto. Se si sceglie l’Unione europea non ci sono particolari vincoli, mentre i paesi extraeuropei richiedono alcuni requisiti, spesso un’entrata fissa mensile minima (dai 2mila del Brasile ai 1.500 euro della Thailandia, ai 1.150 della Repubblica Dominicana, ai 700 del Costarica, mentre per il Marocco basta dimostrare di avere un reddito).

Per trasferire la pensione fuori dall’Italia bisogna rivolgersi al proprio ente previdenziale compilando l’apposita domanda. L’ac­credito della pensione può essere richiesto su un qualsiasi conto bancario all’estero, dentro o fuori dall’area euro. Un altro passaggio da compiere è l’i­scrizione all’Aire, Anagrafe degli italiani residenti all’estero. La dichiarazione va resa all’Ufficio consolare della meta scelta e trasmessa al Comune italiano dell’ultima residenza. Contro­in­dicazioni? La nostalgia, naturalmente. Ma chi ha scelto il Brasile potrà sempre chiamarla saudade: vuoi mettere!

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