I sapori della tradizione viaggiano in rete

e-commerce e tradizione in abruzzoe-commerce e tradizione in abruzzo

“Nutrire il pianeta. Ener­gia per la vita” è lo slogan di Expo 2015, l’Esposizione che quest’anno pone al centro della sua attenzione, fino al 31 ottobre, l’ali­mentazione. Un problema, quello della fame, che colpisce ancora circa 870 milioni di persone denutrite (nel biennio 2010-2012), dall’altra c’è chi muore per di­sturbi di salute legati a un’ alimentazione scorretta e troppo cibo (circa 2,8 mi­lioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso). Inoltre ogni anno, cir­ca 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate.

Cifre che fanno accapponare la pelle: siamo nel 2015 e nel mondo ci sono ancora esseri umani che muoiono di fame, che non conoscono il valore del ci­bo e la sua importanza per la crescita. Dato che si scontra con il consumismo dei paesi sviluppati dove ci sono persone che volontariamente rifiutano il cibo per non ingrassare correndo il rischio di morire  (ve­di anoressia e bulimia) e di chi vende cibo su internet grazie alle nuove tecnologie.

Si chiama e-commerce la nuova frontiera della produzione anche per l’Abruz­zo: nelle scorse settimane infatti la nostra regione a Casa Abruzzo (sede a Bre­ra), ha presentato il negozio online FoodShop A­bruzzo finalizzato alla vendita dei prodotti tipici a­bruzzesi in Italia e nel mon­do. Un progetto che da un lato crea il giusto equilibrio tra esperienza, tradizione e innovazione e dall’ altro spinge alla promozione del brand “Abruzzo”  fa­cendo in modo che ogni soggetto del globo abbia la possibilità di conoscere la nostra regione e acquistare prodotti come il pecorino di Farindola, lo zafferano di Navelli o i confetti di Sul­mona.
Un’occasione, quella del commercio ap­plicato alle nuove realtà di­gitali che tanti piccoli-medi imprenditori stanno scegliendo anche per combattere la crisi che attanaglia il no­stro paese. Uno di questi è Alessandro Santini (nella foto), 42 di Francavilla, ex geometra specializzato in contabilità lavori pubblici, che decide di cambiare vita e lavoro dedicandosi ai prodotti ga­stronomici locali perchè “l’ Abruzzo, oltre a essere una terra di prodotti buonissimi, è anche ricca di ma­terie prime naturali”. Con questo spirito nasce il sito www.specialita­abruz­ze­si.it all’interno del quale Santi­ni è andato a recuperare i prodotti dalle nostre terre d’origine: il grano di solina e il grano di cappelli.
La presenza in Abruzzo della Solina si attesta in­torno al 1500 al punto che diversi proverbi definiscono la solina “la mamma di tutti i grani”. Il frumento di Cappelli fu rilasciato nel 1915, e dedicato al marchese a­bruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d’Italia, che, negli ultimi anni dell’Ottocento, assieme al fratello Antonio, aveva avviato le trasformazioni agrarie in Puglia e sostenuto lo Strampelli nella sua attività, mettendogli a disposizione campi sperimentali, laboratori e altre risorse. “Ho scelto di puntare sulle nostre tradizioni – ci racconta ancora Santini – anche grazie all’aiuto dell’ Unione europea che, attraverso fondi ad hoc, ci ha permesso di rilanciare ‘vec­chi’ grani che, prima del­l’avvento di grani comuni, erano quelli usati nella vita di tutti i giorni delle fa­miglie abruzzesi”.

Tipolo­gie di frumento che, inoltre, ben si adattano al biologico: “Sì certo. E la spiegazione è molto semplice: essendo piante alte (da 1,20 mt a 1,60 mt) consentono di ridurre l’uso dei dis­serbanti. Questo però ha un suo effetto negativo: essendo piante alte, la te­sta della stessa, una volta che il frutto è maturo, si appesantisce e lo stelo ten­de a piegarsi. Sitauzione che, in condizioni di maltempo, tendono a portare via il frutto creando una di­spersione elevata con una resa varia dall’80 al 90%. A ciò aggiungiamo che, date le loro caratteristiche fisiche, sono molto difficili da lavorare riducendo ancora di più la resa in termini di prodotto finale. Aspetti che contribuiscono ad alzare i prezzi al consumatore”.

Perchè hai puntato l’e-commerce piuttosto che un negozio fisico?
“Una scelta dettata dal mercato. Ora non esistono più le basi per aprire un ne­gozio ‘fisso’; una strada del genere in questo particolare momento, non porta da nessuna parte! Con l’e-commerce invece, si ha la possibilità di abbracciare il mondo. La mia intenzione è quella di entrare nei mercati europei e, attraverso il commercio elettronico, ho modo di far conoscere fuo­ri dal mio paese gli ottimi prodotti dell’Abruzzo sempre più apprezzati dai turisti italiani e stranieri”.

Hai aperto da poco più di un anno, hai già notato delle preferenze tra la tua clientela?

“Sì, mi sono accorto che piacciono molto le spezie tipo lo zenzero e la kurkuma, prodotti che ho introdotto da poco. Poi va molto il biologico e le farine, so­prattutto la solina in quanto può essere usata per pre­parare pizze, pane e pasta. Le donne inoltre, amano moltissimo le tisane”.

L’Expo 2015 di Milano ha quale tema proprio l’a­limentazione. Per l’A­bruz­zo un’occasione da non perdere.

“Sì, se stavamo dentro l’Expo. Non può dire che stai all’Esposizione universale quando la tua regione sta da un’altra parte… In­oltre, i prezzi altissimi han­no chiuso le porte alla partecipazione delle piccole aziende. Personalmente la ritengo un’occasione persa anche se, va detto, in un contesto come il nostro in cui manca spirito di condivisione e cooperazione, do­ve ognuno pensa al suo orticello, non si poteva fare di meglio. Noi in realtà non abbiamo nulla da invidiare a regioni come l’Emilia Ro­manga, per fare un esempio, l’unica differenza sta nella loro grande capacità di organizzazione e coordinazione”.

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