Il Volo: “Amiamo la musica”

Il Volo con Giorgio Armani

Gianluca Ginoble, Igna­zio Boschetto e Piero Ba­ro­ne: in arte Il Volo, trionfatori del festival di San­remo con la canzone Gran­de amore che li ha definitivamente consacrati anche al pubblico italiano; e un cd, Grande amo­re San­­re­mo, già disco di pla­tino. Un a­bruzzese, Gian­lu­ca, tra due siciliani, Piero e Ignazio, or­goglio di una re­gione e di una città, Ro­se­to, che si ap­presta a no­mi­narlo am­ba­sciatore e al qu­ale ha già as­segnato le chiavi della città. Gianluca Ginoble partecipa a Ti lascio una canzone, programma di RaiUno, e lì conosce Ignazio e Piero con i quali inizia a duettare per poi creare un trio che porterà i tre ragazzi a visitare il mon­do e cantare con i più grandi nomi della musica internazionale. Poi le prime date del tour in Italia tra cui la tappa a Pe­scara e la decisione di partecipare a Sanre­mo.

A distanza di un mese, quali ricordi avete di quel 14 febbraio, giorno della vittoria al Festival di Sanremo? 

“Il quasi relax dei primi giorni tra foto e interviste con gli amici della stampa, delle radio, delle tv che ab­biamo incontrato. Le belle manifestazioni di affetto del­la gente tra autografi e selfie. Le simpatiche riunioni a ta­vola con il nostro staff e i no­stri discografici e poi le emozioni del teatro, fino a quella indescrivibile della proclamazione con quell’attesa di pochi secondi che sembrava di ore, culminata in un salto li­beratorio e l’ab­braccio con Carlo Conti, Em­­­ma, Arisa, Ma­lika e Nek”.

La vostra vita è profondamente cambiata, c’è qualcosa in particolare che vi piacerebbe fare ma che i vostri impegni impediscono?

“Sì, ma da molto prima di Sanremo. Sono ormai di­­versi anni che viviamo più all’estero che in Italia, con le dovute conseguenze e i ne­cessari adattamenti di vita, che sono stati anche importante motivo di insegnamento e di grande co­noscenza. Fo­rse dedicare più tempo alle abitudini da adolescenti e oggi di ragazzi già uomini con un lavoro particolare, ma molto am­bito da sempre. Le cose semplici come giocare al calcio, frequentare con continuità la scuola e in­con­trare nuovi amici, fuori dal mon­do della nostra at­tività. Re­sta il fatto che ab­biamo la fortuna di lavorare nel mo­do che più amiamo: con il can­to, la mu­sica”.

Gianluca, cosa vuol dire per te ricevere la nomina di ambasciatore di Roseto degli Abruzzi nel mondo? 

“Un grande onore e nello stesso tempo la felicità di por­tare sempre con me un po’ di casa mia e di quella dei miei amici e concittadini”.

È in programma un nuo­va data abruzzese del tour?

“Le nuove date si stanno programmando giorno per giorno e non è improbabile che si torni qui in A bruzzo. Io ne sarei strafelice”.

Gianluca, vuoi salutare i tuoi corregionali attraverso il nostro giornale? 

“Certo. Vorrei abbracciarvi tutti. Vi ho sentito con me e dentro di me nel momento della vittoria di Sanremo. Un bacio a tutti gli abruzzesi dal vo­stro Gianluca”.

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