Tiziana Iozzi: Stare on-line ci fa comunicare con il mondo

Tiziana Iozzi

In mondo della comunicazione ormai è “social”, si parla più on-line che di persona sia nei rapporti interpersonali, sia per interazioni lavorative. Ma comunicare sul web è come parlare faccia a faccia? Lo abbiamo chiesto a Tiziana Iozzi (nella foto), formatrice in Comunicazione e management.

Tiziana, tu ti occupi di comunicazione off-line e on-line. Quali le differenze?

“Essere sul web significa oggi ‘esistere’. Qualche anno fa la domanda era: ‘Hai un biglietto da visita? Mi dai il tuo numero di telefono? Oggi la domanda ricorrente è ‘Sei su Facebook?’. Chiaramente potrebbe sembrare una generalizzazione ma è la realtà che vivo ogni giorno. La comunicazione sta all’uomo come l’ossigeno sta alla vita e se è vero questo è anche vero che avere un luogo comune in cui dialogare e farsi ascoltare diventa una opportunità e per alcuni una speranza. Speranza? Sì, perché si bypassa la solitudine. Chiediamoci perché tanti ragazzi adolescenti utilizzano i social… Desidero riportare una frase di un autore che ha scritto tanto sul rapporto genitori-figli: ‘Il più bel giocattolo per i bambini sono i genitori!’ e secondo me in questo pensiero è racchiuso il motivo principale del successo del web. La comunicazione on-line ci mette in contatto con il mondo e dietro uno schermo pensiamo di poter dire e fare quello che ci pare. Lo scarto tra comunicazione on-line e off-line è anche strettamente collegato alla differenziazione tra il comportamento e la linguistica: il contatto diretto porta con sé dei meccanismi comunicativi imprescindibili perché quando comunichiamo usiamo i gesti, lo sguardo, la postura, le braccia, tutto il corpo e il tono, la frequenza e il ritmo, tutti fattori che influenzano l’empatia e i consensi o viceversa. Le differenze? c’è differenza se scegliamo di essere dottor Jekyll e il signor Hyde oppure scegliere di diventare un tutt’uno con la nostra identità”.

Cosa ti piace della comunicazione digitale rispetto a quella classica (e viceversa)?

“La comunicazione digitale regala le emozioni di una lettera d’amore, una lettera nella quale il linguaggio regala condivisioni e consensi così come dichiara guerra nelle situazioni virali che non portano utilità a nessuno. Della comunicazione personale non potrei fare a meno, la mia parte cinestesica ne soffrirebbe terribilmente!”.

Secondo te la comunicazione on-line è solo “per giovani” o i social sono accessibili anche ad adulti e anziani? 

“La comunicazione è per tutti, certamente i social e il computer appartengono ai giovani ma gli adulti che si avvicinano al web lo fanno con discrezione e timore. Poi accade che se ne innamorano, ne colgono le potenzialità e li utilizzano per degli obiettivi specifici, spesso aziendali. Se poi non trovano il tempo da dedicarci oppure non riescono a potenziare i risultati si affidano ad esperti di comunicazione e di campagne social. Per i giovani abbiamo una realtà completamente diversa: a volte un uso inconsapevole e smodato, finalizzato al mero divertimento virtuale e per seguire le mode oppure per superare la solitudine. Risultato? Uno tangibile è proprio l’utilizzo inconsapevole e la perdita di amore verso la lettura”.

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