Caterina Merolli: Siamo una favola che merita di essere raccontata

Caterina Merolli

Caterina Merolli (nella foto), di Pescara, mestiere: scrittrice di favole. Ci sono diversi modi per amare la scrittura e la giovane abruzzese lo fa usando le parole semplici che tanto piacciono ai bambini e non solo. Un lato particolare, nuovo, che ci ha incuriosito e ci ha spinto a contattare Caterina per farci raccontare la sua storia o favola che dir si voglia.

Cosa racchiude il nome scelto per il tuo progetto La favola sei tu?
“Il nome La favola sei tu racchiude l’idea che ognuno di noi è una favola che merita di essere raccontata e vissuta al meglio. Ognuno di noi è in ogni istante un insieme di tante possibilità, sfaccettature, rapporti con gli altri. Raccontarci in una favola ci permette di guardarci ‘dal di fuori’, per trovare la forza di superare un grande dolore, affrontare una paura, abbandonarsi a un nuovo amore, credere in un progetto e in generale cambiare qualcosa di significativo nella nostra vita. La favola sei tu: credi in te, sii felice e porta felicità agli altri”.
Come nasce il progetto?
“Io ho studiato molto e in diverse direzioni: sono laureata in Scienze della comunicazione e in discipline musicali, ho un diploma di pianoforte e ho frequentato corsi di teatro, fumetto, sceneggiatura e scrittura di tutti i tipi. Ho 34 anni e ho sempre cercato di continuare a imparare e confrontarmi con situazioni e persone nuove, per trovare il mio equilibrio e capire come volevo ‘raccontare la mia vita’. Ho lavorato come musicista e come operatrice culturale, organizzatrice di eventi culturali e sceneggiatrice e la scrittura è rimasta una costante delle mie esperienze formative e lavorative. La favola sei tu nasce proprio da me, dal mio personale tentativo di dare senso a ciò che mi accade e stabilire relazioni positive con gli altri”.
Cosa ti spinge a scrivere favole?
“Mi piace ascoltare le persone. E scrivere storie è quello che faccio dalla mattina alla sera. Mi faccio raccontare tutto da chi mi richiede la favola: il carattere, il lavoro, le esperienze vissute, i sogni, gli amici. Cerco di capire cosa ogni persona vuole comunicare e poi passo a farmi dare notizie circa gli altri personaggi coinvolti nella favola, quindi comincio a cercare le parole e le frasi particolarmente significative, che evocano altre situazioni e sensazioni. Immagino personaggi e intreccio cercando di far sì che la persona per cui sto lavorando possa riconoscersi nella favola e in essa sentirsi viva e vera, libera dai condizionamenti materiali del quotidiano. Il mio è un lavoro sempre diverso, che mi arricchisce e mi aiuta a mettermi nei panni dell’altro, aprendo la mia mente all’idea che ognuno di noi ha limiti e meriti, la propria storia, sogni e sofferenze. Per questo scrivo favole personalizzate, per aiutare le persone a conoscersi e a farsi conoscere: sono convinta che le favole possano aiutarci a vivere meglio”.
Secondo te, in un momento critico come questo, quanto bisogno c’è di leggere una favola?
“Oggi troppe persone non hanno reale percezione di sé e delle situazioni che si trovano ad affrontare e ‘credono alle favole’ raccontate dalla pubblicità, dai politici e da tutti quelli che sfruttano le debolezze e l’ignoranza altrui per arricchirsi e trovare il potere. D’altra parte mancano persone capaci di ‘credere ancora nelle favole’ perché c’è bisogno di puntare sul talento, sulla possibilità di aspettarsi il meglio dal prossimo e dalla vita, sui sogni e sullo spirito di sacrificio che consente di realizzarli. Per dirla con Calvino, le favole ‘sono il luogo di tutte le ipotesi’: mostrano la vita e suggeriscono come affrontarla, ecco perché leggere favole sarebbe un ottimo sistema per costruire conoscenze personali e fare esperienza del mondo”.
A che tipo di clientiela ti rivolgi?
“Scrivo favole per bambini che hanno paura del buio, che non voglio assaggiare cibi nuovi, che hanno sofferto la separazione dei genitori, che hanno problemi relazionali… Scrivo favole per adulti che non trovano più senso nella vita, che hanno subito un lutto, che hanno scoperto di essere malati, che non hanno il coraggio di dire la verità o che vogliono gioire di un grande amore, dire grazie, ricordare all’altro che è una persona speciale, fissare nel tempo un momento importante della propria vita… Scrivo favole per tutti e per tutte le situazioni. In alcuni casi mi affianco a psicologi, life coach ed esperti di salute fisica e mentale. Lavoro anche nelle scuole e, in generale, in tutte le strutture che raccolgono persone per indirizzarle e accompagnarle in una fase particolare della loro vita. Vivo a Pescara, ma lavoro moltissimo attraverso la rete, quindi ricevo richieste da tutta Italia grazie ai social, su cui sono presente e attiva e al mio sito www. lafavolaseitu.it”.
Progetti futuri?
“Ampliare la clientela, che potrà interessare aziende, associazioni, altri professionisti e realtà lavorative. Un’azienda può scegliere di raccontare la propria storia in maniera creativa e maggiormente accattivante o associare il proprio prodotto all’immaginario in maniera del tutto nuova e grazie all’ uso calibrato delle tecniche narrative. Per esempio, attualmente sto scrivendo la storia di una grande e storica azienda di ferramenta, che desidera presentarsi e partecipare ad alcune importanti pubblicazioni raccontando non solo l’aspetto produttivo, fatto di date e cifre in crescita, ma anche quello umano, dei valori fondamentali e della fede. Sto studiando favole per raccontare il vino e in questo caso ho anche inventato un piccolo accessorio da accompagnare al prodotto. La favola sei tu inventa e racconta favole e storie, ma ancor prima è un’operazione di comunicazione e per questo elabora strategie calibrate sul contesto e sul target, proponendo sempre soluzione nuove e personalizzate”.

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