Parlando di cancro al seno

Beatrice Feragalli

Prevenzione e diagnostica del tumore al seno: se n’è parlato in un convegno che l’istituto Nostra Signora di Pescara ha organizzato sabato scorso. Relatrici le dottoresse Beatrice Feragalli, medico radiologo e ricercatrice dell’università D’Annunzio di Chieti, Romina Carinci, biologa nutrizionista, e la psicologa Laura Di Marino, che ha moderato l’evento. “Il tumore al seno è argomento delicato ma deve essere affrontato e divulgato perché esistono armi efficaci per combattere questa malattia”, ha spiegato la Feragalli (nella foto) con l’ausilio di diapositive di alcuni esami effettuati nella sua attività diagnostica sia a Chieti sia nella suo storico centro radiologico di famiglia a Pescara (suo padre Antonio è radiologo di fama così come il nonno Luigi). “Sono necessarie conoscenza e consapevolezza collettiva e una stretta collaborazione medico-paziente – ha aggiunto – Il tumore al seno rappresenta la maggior causa di mortalità per tumore nelle donne.

In Italia si registrano attualmente oltre 49mila casi l’anno: viene colpita una donna su otto. Grazie alle nuove tecnologie è possibile prevenire e diagnosticare in fase precoce questa neoplasia: oggi l’85% delle donne colpite da tumore al seno guariscono e la percentuale di guarigione sale al 99% se la diagnosi è effettuata quando la lesione è ancora non palpabile. Per questo è necessario sottoporsi a controlli radiologici con cadenza annuale anche in assenza di sintomi o lesioni palpabili.

Dopo i 40 anni – prosegue – la visita annuale deve prevedere un esame clinico preliminare, con palpazione e spremitura del capezzolo, seguito da mammografia effettuata possibilmente con tecnica digitale in quattro o sei proiezioni. Nella maggior parte dei casi è fondamentale completarla con ecografia mammaria per identificare piccoli noduli che possono sfuggire all’esame mammografico. Solo l’ecografia consente di sapere se i noduli sono di natura benigna o maligna. Mai, però, bypassare la mammografia, perché esistono segni di tumore, come le microcalcificazioni, che possono esse identificati solo da questo primo esa-me.

Oggi è veramente il tempo di ‘occuparsi’ e non ‘preoccuparsi’ di tumore al seno – ha concluso la Feragalli – e occuparsene vuol dire collaborare con il proprio medico sottoponendosi una volta all’anno a visita specialistica”. La Carinci, ha invece, spiegato come sia fondamentale una corretta alimentazione durante tutta la vita per prevenire qualsiasi tipo di tumore, da abbinare all’attività fisica. L’obesità infatti, aumenta il rischio d’insorgenza dei tumori.

Bisogna evitare il consumo di alimenti con zucchero raffinato, grassi, non bere alcool esageratamente e prediligere, invece il consumo quotidiano di verdure, frutta e legumi. Sì a carne bianca e pesce, no a carne rossa, che per la Carinci sarebbe addirittura da abolire perché ricca di estrogeni, così come gli hamburger e tutte le carni conservate. E’ stato calcolato che un cancro su tre si potrebbe evitare se tutti adottassimo un corretto stile di vita.

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