Come trasformare la previsione in prevenzione

Prevenzione stradale

Nella vita di una persona e di una comunità, arriva un momento in cui fra vivere e morire c’è la stessa differenza che intercorre fra prevedere e prevenire. Possiamo prevedere che prima o poi moriremo, ma tentiamo di procrastinare quel giorno adottando comportamenti virtuosi, ossia preventivi. Passare dalla previsione alla prevenzione non offre risultanze deterministiche, tuttavia la consapevolezza del rischio, tradotta in azione concreta, diminuisce il rischio stesso.

Per esempio sappiamo che, quando piove a dirotto, i sottopassi possono trasformarsi in piscine – quindi possiamo prevederlo; adottando precauzioni utili facciamo prevenzione. Non smetterà di piovere, ma almeno la gente non affogherà prigioniera della propria automobile, come è accaduto recentemente ad Anna Maria Mancini. E’ possibile che la sua morte venga archiviata come tragico evento fortuito, ma toccherà all’inchiesta in corso chiarire eventuali responsabilità. Quello che a noi preme è sapere se esistano misure precauzionali adeguate. Di norma, un sottopasso è munito di una grata e di pompe di drenaggio dell’acqua in eccesso; se non funzionano (può accadere quando sono sommerse) dovrebbe intervenire un dispositivo che inibisca l’accesso alle automobili. I sistemi sono diversi, non tutti efficaci.

Il più basico è il segnale stradale verticale di pericolo, un palo con un cartello sulla sommità (nella foto). Di solito è un triangolo con un vertice verso l’alto; se indica un pericolo generico, all’interno del triangolo rovesciato figura un punto esclamativo. Per specificare la natura del pericolo il cartello può essere completato da un segnale integrativo: per esempio il simbolo delle onde, che indica una zona soggetta ad allagamenti. Non è una prescizione, ossia un divieto, ma una segnalazione di pericolo che impone un comportamento adeguato al conducente. Non tutti i sottopassi soggetti ad allagamento presentano questa indicazione. Un’altra misura precauzionale consiste nell’ impedire l’accesso al sottopasso attraverso un sistema di transennatura o di nastratura. Le transenne possono essere posizionate lungo tutto il perimetro di entrata, oppure all’inizio della strada che conduce al sottovia. Talvolta la transenna viene posta solo su una delle due carreggiate, in modo che i residenti possano raggiungere le abitazioni della via che conduce al sottopasso. I limiti delle precedenti soluzioni sono evidenti: il cartello, posto che ci sia, può essere ignorato o non visto. Le transenne possono essere rimosse con facilità da automobilisti indisciplinati e imprudenti.

Naturalmente si potrebbe anche prevedere il pattugliamento dei sottovia a rischio, ma richiederebbe un impiego di uomini e mezzi non sostenibile. Un aiuto significativo arriva dalla tecnologia, a patto di conoscerla, volerla e saperla sfruttare. A Monopoli, in Puglia, si è deciso di ricorrere a un impianto semaforico installato all’ingresso dei sottopassi ferroviari cittadini. Il semaforo, alimentato autonomamente dai pannelli solari, è collegato a dei sensori collocati sulla parte bassa del sottopasso. Quando l’ acqua raggiunge o supera dieci centimetri, i rilevatori attivano automaticamente il rosso del semaforo all’esterno. Contemporaneamente, il congegno invia un sms di allarme allagamento ad utenze telefoniche prestabilite (ad esempio la Polizia municipale). Il nuovo sistema, adottato in diverse città, non costa molto, sicuramente meno della vita di una persona o dei danni che un Comune potrebbe essere condannato a pagare. Tuttavia, anche in questo caso, l’automobilista incosciente può sempre fregarsene del semaforo e scegliere di infilarsi nel sottopasso. Qualcuno dirà che se finisce sott’acqua è colpa sua; ma se invece provassimo ad immaginare un’amministrazione pubblica che senta il dovere morale di impegnarsi al massimo per la sicurezza dei propri cittadini, scopriremmo l’ultima frontiera delle precauzioni. La versione evoluta del congegno di cui sopra prevede che i sensori siano collegati anche ad una sbarra che si abbassa quando il sottopasso è allagato. Una specie di ritorno al futuro: l’accesso sicuro ai sottopassi, nati per aggirare la ferrovia, è ispirato proprio dal principio del passaggio a livello. Moderno, però.

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