Dipendenze e disagi, un nuovo approccio

Camillo Sterlecchini

Dal tunnel della tossicodipendenza ai disturbi che degenerano anche nella violenza sulle donne, il disagio, oggi più che mai, ha tante facce e troppo spesso le risposte che la società da non sono abbastanza adeguate. Anche su questo fronte è molto importante la ricerca e l’innovazione per adeguare l’aiuto alle esigenze di chi ha consapevolezza di un comportamento sbagliato e desidera un radicale cambiamento.

Resta fondamentale, s’intende, il ruolo delle comunità terapeutiche di recupero, principalmente per i casi di grave tossicodipendenza, sia da sostanze stupefacenti, ma anche, dall’alcol e, ultima frontiera del disagio, dal gioco; ma accade anche che determinate strutture, per come sono storicamente impostate, faticano a garantire una reale corrispondenza tra il proprio metodo e la realtà in cui spesso molte persone bisognose vivono.

In Italia, da questo punto di vista, stanno nascendo diverse esperienze che, giusto chiarire, non si contrappongono alle comunità terapeutiche in quanto tali, ma vanno a costituire un’alternativa offrendo un’opportunità in più nel ventaglio delle risposte a determinati problemi.

Certamente innovativa, e prima in assoluto in Abruzzo, la proposta del centro Milagro, sorto nell’ottobre del 2012 dopo aver preso spunto dall’opera di uno dei centri più innovativi in Italia, nel campo della prevenzione del disagio giovanile, il Parsifal di Civitanova Marche.

Da qui è nata l’idea di aprire a Pescara uno sportello di accoglienza ed ascolto per famiglie e giovani in difficoltà. Attività già ben avviata, da un mese nella nuova sede di Via Milano 44, in un locale donato da un benefattore, la struttura è stata fondata da Laura Chiaravalloti, consuler e specializzata nell’educazione terapeutica: “Operiamo su più fronti dalla prevenzione al vero e proprio approccio terapeutico – spiega la Chiaravalloti – nel rispetto principalmente della realtà che sono chiamati a vivere i nostri pazienti, da qui l’idea di istituire dei gruppi d’ascolto, ma anche consulenze individuali, in tutti i vari settori del disagio”. Tra questi da sottolineare lo strumento del Gruppo eterogeneo per ragazzi dai 16 ai 20 anni che vivono problemi relazionali, fortemente voluto da uno dei componenti dello staff di Milagro, l’educatore Camillo Sterlecchini (nella foto): “Credo molto in questo progetto – ci spiega Sterlecchini da quasi 25 anni nel settore – perché rappresenta uno strumento molto efficace contro tutte le forme di disagio giovanile, dal bullismo fino all’uso di sostanze.”

Oltre alla Chiaravalloti e a Sterlecchini, il centro Milagro si avvale della collaborazione di illustri professionisti come la psicologa Milena Micozzi, lo psichiatria psicoterapeuta Giuseppe Mammana e il dottor Marcello Alleva che fornisce supporto gratuito per analisi di vario tipo; oltre al contributo di giovani sociologi e nutrizionisti, impegnati, questi ultimi, nell’affrontare il problema molto sentito dei disturbi dell’alimentazione come obesità ed anoressia. “Non si può mettere sullo stesso piano un tossicodipendente conclamato che giustamente va affidato ad una comunità terapeutica, con un professionista che fa assunzione saltuaria, ad esempio, di cocaina – spiega Sterlecchini – ecco perché è necessaria una risposta adeguata al disagio”. L’attività è divisa in un gruppo serale riservato agli adulti con problemi di droga; un gruppo eterogeneo per gli adolescenti, ma c’è anche psicoterapia di coppia e perfino attività ludico ricreativa di aiuto per chi ha difficoltà a studiare. La terapia dura per almeno 18 mesi, ma se i risultati vengono ottenuti prima il rapporto cessa e si pagano diverse quote come senso di responsabilità, parliamo, comunque, di cifre ben al di sotto di quelle che si spendono per un ciclo di sedute da uno psicologo.

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