L’arrosticino d’Abruzzo finalmente dop

arrosticini

“Abruzzo vero piacere” è lo slogan con il quale la nostra regione attirerà l’attenzione dei circa 200mila visitatori del salone del Gusto di Torino (25-29 ottobre). L’assessore all’Agricoltura Mauro Febbo ha presentato l’evento insieme a Raffaele Cavallo di SlowFood Abruzzo e al giornalista Lorenzo Verrocchio (nella foto), presidente della neonata Accademia dell’arrosticino d’Abruzzo (Acarb), novità della più importante rassegna enogastronomica del mondo.Questo tipico prodotto regionale si presenterà finalmente col suo marchio a tutela per legge, grazie alla recente delibera di giunta a seguito di protocollo firmato con l’Acarb e l’Ara (allevatori).

“Siamo impegnati alla conservazione di produzione di questo prodotto della tradizione agropastorale abruzzese – spiega Verrocchio – Il disciplinare vincola i soci al rispetto della ricetta antica. La macellazione della carne di castrato era eseguita direttamente dai pastori transumanti che dopo la fase di alpeggio delle greggi scendevano verso valle attraverso le colline abruzzesi e si alimentavano con questo gustoso prodotto povero itinerante, chiamato in dialetto rustelle o ristelle. A sera, una volta ricoverate le greggi, i pastori utilizzavano gli scarti della pecora, mattata per i pasti precedenti, tagliati e infilati in ceppi prima di arrostirli. Le origini geografiche sono nel Pescarese, a ridosso del Gran Sasso e del Voltigno. Il quadrilatero è tra Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Vestea e Villa Celiera e in alcuni centri del Teramano adiacenti la stessa area montana.

“Il prodotto vive da alcuni anni un preoccupante fenomeno di massificazione che ne sta disperdendo le originarie caratteristiche organolettiche e culturali – prosegue Verrocchio – Un cannibalismo commerciale che a breve determinerà la perdita dell’identità abruzzese. Da qui la nostra azione di tutela. Fuori regione si somministrano con successo economico spiedini di carne che nulla hanno a che fare con l’arrosticino d’Abruzzo e la sua tradizione”.

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