Pasquale Liberi, eroe del Vate

piloti della prima guerra

Dopo la pausa estiva, riprendiamo la nostra rubrica dedicata alle intitolazioni cittadine; e visto che in questo numero ci occupiamo dello scalo regionale, andiamo a scoprire chi era il personaggio al quale questo doveva il proprio nome, Liberi, prima di essere ribattezzato Aeroporto d’ Abruzzo. Alla fine della prima guerra mondiale la squadriglia di stanza nel Campo d’Aviazione di Pes-cara, nato per esigenze belliche, venne sciolta. Nel 1919, dei circa 70 militari che avevano prestato servizio sul posto, solo 9 furono aggregati al 18° Reggimento Fanteria della città. Alla fine del 1921, per volontà del comandante Gabriele d’Annunzio, il Campo venne intitolato a Pasquale Liberi, un aviatore coraggioso caduto nello stesso anno durante il Raid Baracca. Il tenente Liberi era nipote dell’ingegnere Antonino Liberi, che aveva sposato una sorella di d’ Annunzio. Fu proprio il vate ad avergli dato i primi rudimenti della guerra aerea. Liberi si distinse in diverse operazioni, al punto che, nel 1918, gli venne tributata una medaglia di bronzo per essere riuscito a superare, fra mille ostacoli, la difesa antiaerea del nemico, indicando così la rotta ai compagni impegnati in una missione importantissima. Tre anni dopo, durante un raid aereo di commemorazione per l’asso dell’aviazione Francesco Baracca (protagonista di tante battaglie contro il nemico austriaco) il velivolo di Pasquale Liberi precipitò nei pressi di Mestre; il giovane pilota morì a soli 25 anni e venne sepolto nel cimitero di San Silvestro, a Pescara. Sulla sua tomba, l’epigrafe di Gabriele d’Annunzio: “… era un piccolo eroe ridente e franco, un gioioso amico del pericolo, un giovane amante della morte che sembrava portare sempre all’orecchio il garofano rosso dell’amata…” .

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