In pista con la quadriglia

quadriglia

(tratto ed alaborato dal sito www.iopino.it e dalla ricerca della professor Donatella Di Iulio)

La quadriglia è una danza popolare che nasce nel centro nord europeo alla fine del ‘700 concludeva spesso momenti di festa contadina. Viene ballata da numerose coppie che eseguono passi diversi, gridati a piena voce da un uomo che la comanda detto “il comandante di quadriglia”, che in Abruzzo prende il nome di “Capo à ball” o “Mastro”. Ogni cavaliere sceglie la sua dama poi, in coppia, formano un cerchio in cui le donne stanno all’interno e gli uomini all’esterno. Al grido di “Evviva!” , seguendo il ritmo della musica, le coppie vanno a spasso a braccetto, girando in senso antiorario e completando un’infinita serie di figure.

In Abruzzo, è in uso una divertente peculiarità: i comandi vengono enunciati in francese dialettizzato, per esempio: squadrò, grancè, turbidò…ecc. Lo strumento musicale più usato per eseguire questa danza particolare è l’organetto a due bassi, meglio conosciuto con il nome Lu dubot, che è uno strumento di legno tipicamente abruzzese che ancor oggi viene costruito in maniera artigianale.

La danza inizia con il comando di: “Attenzione dame e cavalieri” a cui le coppie, tenendosi tutte per mano, rivolgono la fronte al centro formando un gran girotondo, in attesa del comando successivo. A “giro di dame” e poi “cerchio di cavalieri”, le donne si prendono per mano e formano un cerchio all’interno di quello dei cavalieri. I due cerchi girano in direzioni contrarie fino al nuovo comando: “Uomo sotto la prorpia dama” ogni cavaliere si ferma e, senza rompere i cerchi, passa la testa e le spalle sotto il braccio destro della dama, dando origine a un grande cerchio intrecciato. Segue “Pistolette” tutti abbracciati, saltano ora sul piede destro ed ora sul sinistro, alzando l’altro in avanti, il più possibile. Così si continua la danza con altri e vari comandi: “all’incontro è”, “attenzione dame cavalieri”, “Girè”, “grande scena a mano a spasso”, “change la dame” (change 3, 4 … dame) fino a quando non si ritrova con la propria compagna si eseguono i comandi a spasso ed al galoppo. Altra figura della quadriglia è la “grande scena a braccio”: molto simile alla “grande scena a mano” ma, invece di porgere la sola mano, si presta il braccio e si fa un giro completo intorno a se stessi, fino a riformare le coppie iniziali per andare di nuovo a “spasso”. Adesso, chi comanda la quadriglia deve dare un nuovo assetto ai danzatori, in modo che un cavaliere abbia due dame a braccetto ed il cavaliere rimasto solo stia davanti al trio. Durante l’attesa che tutti sono così sistemati, è il momento della “grande scena a quattro”: il cavaliere da solo si gira e con i tre che gli stanno dietro, forma un piccolo girotondo dove si ripete la “grande scena a mono” Altre scene si possono susseguire fino alla “chiocciola”: prima si ordina “attenzione dame e cavalieri” poi il cerchio si spezza in un punto, formando un lungo serpente che pian piano si avvolge su se stesso.

Alla fine, la donna al centro della chiocciola, passando sotto le braccia dei danzatori, esce dalla spirale, disponendosi con il proprio cavaliere a ponte, sotto il quale dovranno man mano passare tutte le coppie che poi dovranno imitarli. Si forma così un ponte tanto lungo quante sono le coppie partecipanti.

La Quadriglia si personalizza usando fantasia nel creare o modificare figure danzanti, attribuire dei nuovi nomi ai vari comandi, in modo che ogni danza diventi unica, mixare con altre musiche mantenendo sempre la musica di base della Quadriglia, ad ancora, nell’abbigliamento spaziando dall’ antico al moderno a partire dal comandante a quella della di tutta la squadra di Quadriglia.

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