Origine e significato dell’aureola

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Qual’è l’origine e il significato dell’aureola? Inanzitutto si tratta di un attributo figurativo usato nell’arte sacra, per indicare la santità di un personaggio. Consiste in un alone di luce che ne avvolge la testa o anche il corpo.
Originaria delle religioni europee e pre-cristiane, tra il II e il III secolo iniziarono ad utilizzarla anche i cristiani solo per esprimere deferenza. Inizialmente l’aureola era una sottile linea che circondava la testa oppure la testa e il busto, oppure ancora tutta la figura. Sotto l’influsso della pittura ellenistica, poi appare nei primi secoli come un’irradiazione della luce dal volto, come una nuvola luminosa che circonda la testa, da cui il sinonimo “nimbo”. Successivamente, grazie alla pittura cristiana e all’adozione massiccia dell’oro per gli sfondi dei dipinti, l’aureola verrà normalmente realizzata come un disco in oro. Nell’iconografia cristiana l’uso dell’aureola è regolato da norme non scritte, ma ben precise: la comune aureola di forma circolare che tutti conosciamo, è riservata agli angeli e ai santi. Se è a forma di raggiera, allora il nimbo indica un beato.
Per Gesù si usa un’aureola nella quale è inscritta una croce, di solito rossa. Dio, quando viene raffigurato in forma umana, ha spesso un’aureola triangolare, che simboleggia la Trinità. Per le persone aventi fama di santità, ma ancora viventi, oppure defunte ma non ancora ufficialmente canonizzate, per le quali l’aureola circolare non è ammessa, è stata usata dal VII secolo un’aureola quadrata. Il quadrato, infatti indicava la terra, mentre il cerchio era riservato al cielo. Per le personificazioni di virtù (virtù teologali, ecc.) si possono usare aureole di forma poligonale, legate alla numerologia. Infine un’aureola di colore nero simboleggia la malvagità e viene quindi usata per il diavolo oppure per Giuda Iscariota, il traditore di Gesù.

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