Simona Barba: Area di risulta di Pescara. Il “caso curioso” del bando di progettazione e i rischi idrogeologici

progetto area di risulta Pescara

Riceviamo da Simona Barba (Avs-Radici in Comune) e pubblichiamo:

L’attenzione dell’opinione pubblica viene spostata in questi giorni sull’area di risulta di Pescara, a seguito dei comunicati di sindaco e amministrazione riguardanti la conclusione del bando per la sua progettazione. Questo bando è finalizzato all’assegnazione dello studio di fattibilità per i lavori che interessano l’area di fronte alla stazione, specificamente la realizzazione del terminal bus sotto il livello della strada e del parcheggio interrato. Entro qualche settimana è attesa la decisione sul vincitore.

Tuttavia c’è un fatto alquanto interessante: tale bando non tiene conto delle nuove prescrizione del Piano dell’Autorità di Bacino per le alluvioni.

All’inizio dell’estate infatti è stato pubblicato l’aggiornamento del Piano Stralcio per le Alluvioni (PSDA) che ha notevolmente aumentato la pericolosità idraulica per la città di Pescara. In questa nuova classificazione, viene individuata anche una parte dell’area di risulta, proprio quella interessata dalla progettazione del terminal bus in trincea (sotto il piano stradale) e del parcheggio interrato.

In pratica, l’aggiornamento del PSDA rende impossibile una progettazione sotterranea, vietando tecnicamente l’effettuazione del terminal bus in trincea in questo momento.

Eppure il bando appena concluso non tiene conto di tali prescrizioni, e i progettisti dovranno quindi effettuare uno studio tecnico di fattibilità non fattibile per norma.

Come mai?

Forse sono le date ad aiutarci a dipanare la questione:

Il 18 settembre è stata aperto il bando da parte dell’amministrazione.

Curiosamente, sempre il 18 settembre, è stata emessa una delibera di giunta in cui si decide di fare opposizione al TAR proprio contro il Piano Stralcio, e addirittura, in massima efficienza amministrativa il giorno seguente, il 19 settembre, è stato dato mandato all’avvocata Dorsogna di effettuare il ricorso.

Quindi due sono le ipotesi:

  1. L’amministrazione ha forse già deciso che vincerà il ricorso al TAR e sta procedendo tranquillamente con la gara?
  2. Oppure si sta andando incontro a un potenziale sperpero di denaro pubblico? Dovendo poi necessariamente effettuare una variazione nella progettazione?

Attenderemo, sperando che nel frattempo non piova troppa acqua su una città bagnata da tanta mala progettazione.

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