La strana Guerra tra Asili e i Giardini

asili

Tra scuole materne e giardini pubblici sembra che la Amministrazione Comunale di Pescara voglia giocare una partita a Monopoli ma con le mosse del Gioco dell’Oca. Che cosa vale di più un asilo nido o un area verde di vicinato? Un orto urbano o un luogo di culto? La singolare ed inaccettabile graduatoria viene proposta in occasione della progettazione di una scuola materna al posto del parco di via della Fornace Bizzarri, regolarmente frequentato dal quartiere e realizzato solo 17 anni fa tra i palazzi circostanti. “Sono le urgenze del PNRR (i finanziamenti europei concessi al Comune)” Così si argomenta, ma questo non sembra proprio un buon motivo per sfasciare quel che è stato fatto. Tanto più che la storia si ricollega ad un precedente: nel gennaio del 2013 un’area comunale nelle vicinanze fu ceduta per la realizzazione di una sede della Chiesa Evangelica e questa circostanza compromise la realizzazione nella zona di un altro progetto che comprendeva, tra l’altro, proprio un asilo nido. Questa chiesa, poi, non è mai stata realizzata e paradossalmente quell’area appare tra le più ragionevoli alternative per realizzare la piccola scuola e salvare, per ora il parco; e la sede di culto? continuerà il Monopoli e la pedina troverà un’altra casella; forse soccomberà il parco oppure si perderanno i soldi per l’asilo. Un altro caso, di cui ci siamo occupati come Italia Nostra al fianco del comitato locale, presenta con questo evidenti analogie: l’area degli Orti Urbani di via Santina Campana. Nel 2018 qui si realizzarono i primi orti urbani su proprietà comunale, assegnati a cittadini che si organizzano, coltivano, migliorano i luoghi proteggendoli da possibili smottamenti, progettano ampliamenti e maggiori opportunità per una comunità che si allarga e così riscattano dei luoghi fino ad allora abbandonati al degrado.

Contraddicendo sé stesso il Comune, che è il concessionario dei terreni, proprio qui progetta un asilo e, di conseguenza, manda l’ordine di sfratto all’associazione degli ortolani urbani. L’asilo sorgerà in un luogo poco accessibile a pedoni e bici, senza molto spazio intorno e distruggendo quanto fatto finora: ma è notizia recente che questa molto discutibile localizzazione è stata confermata. In queste vicende ricompare un pessimo costume amministrativo: spendere i soldi è quasi una priorità fine a sé stessa; a nulla valgono le ragioni del buon senso: secondo quest’ottica i passaggi amministrativi allungherebbero i tempi, non ci sono alternative di facile reperimento, ecc.; quindi si va per le spicce a costo di peggiorare quel che c’è. Noi ribaltiamo il ragionamento e domandiamo: Ma come mai non c’è un parco progetti pronto per essere attuato? Come mai non ci sono studi (come il sempre invocato “piano dei servizi”) che tengano insieme almeno le strutture primarie dell’istruzione, il verde di vicinato, con i minimi requisiti di accessibilità e di mobilità? Se ne avessimo potremmo salutare i finanziamenti come una benedizione, perché servirebbero ad attuare un disegno previsto e razionale e non ad innescare queste singolari battaglie che, stranamente, impegnano sempre un’area a servizio contro l’altra e mai l’interesse pubblico contro la speculazione.
La sezione pescarese di Italia Nostra appoggia le richieste dei comitati di protesta in difesa delle due zone verdi e sollecita la individuazione di aree già urbanizzate e che non incrementino la impermeabilizzazione del suolo. I servizi pubblici debbono essere intesi come occasioni per rendere più bella ed amica la città, non come pratiche da sbrigare a costo di danneggiare quello che già c’è.
Da Il Direttivo della Sezione “L. Gorgoni “di Italia Nostra, Pescara.

 

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