Craniectomia decompressiva: stato dell’arte

cranio

Si terrà sabato 2 aprile 2022, presso l’Hotel Villa Maria di Francavilla al Mare, il convegno ECM dal titolo “Craniectomia decompressiva: stato dell’arte”, presieduto / organizzato dal dr. Donato Carlo Zotta, Direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Neurochirurgia d’Urgenza della ASL di Pescara.

 

La craniectomia decompressiva è un intervento chirurgico che prevede l’asportazione di parte della calotta cranica con successiva apertura delle meningi cerebrali.

Questo intervento viene preso in considerazione, come ultimo step, quando una patologia cerebrale determina un aumento notevole della pressione all’interno della teca cranica che non controllabile con la terapia medica e che mette a repentaglio la vita del paziente. Asportando l’osso si ottiene l’apertura di un contenitore chiuso e inestensibile che è il cranio e la successiva riduzione della pressione intracranica.

I pazienti di cui parliamo sono pazienti in coma che vengono gestiti dai rianimatori e dai neurochirurghi.

 

Le patologie in grado di determinare l’aumento della pressione intracranica sono molteplici e possono essere così riassunte:

  1. gravi traumi cranici con lesioni cerebrali di varia natura (ematomi,contusioni/lecerazioni cerebrali,rigonfiamento massivo del cervello)
  2. patologia vascolare (emorragie cerebrali o ischemie cerebrali)
  3. patologia tumorale ed infettiva (tumori primitivi) o metastasi , ascessi cerebrali)

 

In questo convegno verrà posta attenzione particolare ai traumi cranici gravi e quindi ai pazienti che si presentano in con uno stato di coma grave e che sono trattati dai rianimatori e i neurochirurghi con varie terapie, prima mediche e chirurgiche convenzionali, fino ad arrivare alla craniectomia decompressiva che viene considerato come l’ultimo tentativo terapeutico per salvare la vita del paziente.

 

Oltre all’aspetto sostanzialmente tecnico (terapie mediche e chirurgiche) andrà considerato l’aspetto riabilitativo, atto a tentare un recupero ad una vita di relazione valutando anche l’aspetto etico del problema perché molti di questi pazienti hanno decorsi gravissimi con stato di coma persistente e prolungate degenze nelle strutture riabilitative con relativi costi e sofferenza psicologica per  famiglie ( spesso si tratta di giovani vittime di incidenti della strada).

 

Un ultimo aspetto come evoluzione tecnica è la possibilità, ormai consolidata da anni, di ricostruire, in pazienti selezionati, la calotta cranica asportata, creando in laboratorio protesi  craniche su misura di vari materiali che vengono impiantati con un secondo intervento chirurgico che viene chiamato cranioplastica.

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