Democratici impegnati in ogni Comune della Provincia di Pescara contro gli aumenti imposti dal Consorzio di Bonifica Centro

riunine per acqua bonifica

In un momento così drammatico in cui l’agricoltura subisce gli aumenti del caro gasolio la Regione, anziché intervenire, chiede la restituzione del Fondo di rotazione e a farne le spese sono gli agricoltori.

Ieri tanti consiglieri dei Comuni di Pescara, Montesilvano, Città Sant’Angelo, Spoltore, Alanno, Pianella, Lettomanoppello, Serramonacesca, Scafa e Popoli sono qui per rivendicare il deposito  di un ordine del giorno o di una mozione per chiedere al proprio Sindaco di intervenire con la Giunta Marsilio e bloccare l’aumento del tributo consortile ai danni delle imprese agricole per l’annualità 2022, in un momento in cui l’intero comparto agricolo è fortemente sotto attacco per la mancanza di acqua del Consorzio, per l’assenza di investimenti sulle reti irrigue, per il caro gasolio e anche per la situazione di stallo di tanti bandi, come il PSR del 2017. Bandi vecchi fermi che attingevano alle risorse 2014/2020 e bandi nuovi non ancora pubblicati.

 

L’estate scorsa è stata un’estate nera per gli agricoltori serviti dal Consorzio di bonifica Centro che fornisce l’acqua per l’irrigazione ai 78 Comuni consorziati (di cui 44 in Provincia di Pescara – tutti i Comuni pescaresi, tranne Caramanico Terme e Sant’Eufemia a Maiella; 25 in Provincia di Chieti e 9 in Provincia di Teramo. Nel 2021 la distribuzione dell’acqua derivante dalla diga di Penne è stata ridotta da 7 a 3 mesi (nel 2021 da aprile a giugno, mentre negli anni precedenti era aperta da aprile a ottobre).

 

Non bastasse la qualità del servizio, verificabile con i notevoli disagi dovuti alle continue carenze idriche nei periodi estivi, il Consorzio di Bonifica Centro, nel settembre 2021 infatti, con la Delibera Commissariale n. 32, ha deliberato un aumento del tributo consortile del 45% per l’anno 2021 e 2022. Solo il parere della Consulta consortile, in cui sono presenti i rappresentanti delle organizzazioni di categoria, è riuscito a sventare, per le sole contribuzioni agricole, l’avvio dell’aumento già a partire dal 2021, che invece è stato caricato fin da subito e per la quasi totalità (il 70%) sulle contribuzioni extra agricole (tutte quelle utenze che utilizzano l’acqua per usi diversi da quello agricolo).

 

In questa situazione, come forze del centrosinistra abbiamo chiesto un confronto nella giornata di domani (ndr 24.03.2022), tra la Giunta e le associazioni di categoria del settore agricolo, ma in questi giorni abbiamo fatto qualcosa in più. I nostri Consiglieri nei Comuni, a volte in maggioranza e a volte in minoranza, hanno presentato una mozione o ordine del giorno nei rispettivi Consigli comunali, per chiedere un impegno diretto del proprio Sindaco verso la Giunta regionale.

 

La Giunta Marsilio è assente, anzi è intervenuta proprio contro il Consorzio con un carico difficilmente sopportabile. E’ mancata ogni risposta anche all’allarme che abbiamo lanciato con i Consiglieri Paolucci e Pepe contro questi aumenti nella conferenza stampa del 21 gennaio 2021, ma soprattutto ha richiesto al Consorzio di bonifica la restituzione del Fondo di rotazione che aveva concesso, già dal prossimo mese di giugno con Determina del 14 febbraio 2022. E pensare che con la L.R. 10 del 18 maggio 2021 aveva raddoppiato questo fondo a vantaggio dei consorzi di bonifica portandolo da 10 a 20 Mln. di euro, oltre che previsto il raddoppio dei tempi per la restituzione.

 

Dell’inattività del Consorzio di bonifica, che stenta a recuperare crediti verso Aca, e dell’atteggiamento della Regione Abruzzo, che chiede la restituzione delle rate del fondo di rotazione, a rimetterci sono gli agricoltori pescaresi, chietini e teramanialle prese con aumenti del 30%, senza prevedere una dilazioni rispetto alle tre rate di pagamento e senza la prospettiva di un miglioramento del servizio. La variazione di bilancio ci dice infatti che solo 30.000 euro saranno destinati per la manutenzione.

 

L’aumento del tributo, non è legato ad alcuna prospettiva di miglioramento del servizio, di cui non si fa menzione nella delibera firmata dal Commissario Regionale e che si saremmo attesi visto che anche quest’anno il servizio è stato attivo per meno tempo rispetto al 2020 a danni di tante imprese agricole. Nel provvedimento, infatti, si legge che a causare l’aumento delle spese da ripianare siano da un lato, l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, spiegando come sia in particolare quest’ultima, a causa delle carenze idriche che hanno reso necessario un grande utilizzo di pompe per garantire il flusso dell’acqua, ad incidere maggiormente e dall’altro, “il mancato introito degli ingenti crediti vantati nei confronti del Comune di Chieti ed ACA S.p.A., entrambi insolventi, per l’attività depurativa dei reflui civili della città di Chieti”, che non permette di avere fondi da destinare al trattamento di rifiuti liquidi, che in passato generava utili, coprendo dunque parte delle spese per le quali si fa fronte con gli aumenti”.

Insomma, i debiti di Aca verrebbero scaricati su agricoltori e imprese, ma su questo va fatta una precisazione: se infatti il Comune di Chieti si è recentemente impegnato in una transazione per il suo debito da circa 2 milioni di euro (garantendo già da subito nel 2021 le prime €. 500.000,00)Aca, che ha un debito ben più consistente, di circa 7,5 milioni di euro a cui aggiungere gli interessi di mora, al momento non ha chiuso alcun accordo con l’Ente consortile, contribuendo, dunque, in maniera molto più importante alla carenza di fondi e risorse segnalata dal Commissario.

 

Ci chiediamo alla luce delle entrate avute già nel 2021 e degli accordi transattivi con il Comune di Chieti, validi a compensare ampiamente i costi maggiori di energia elettrica, che senso ha avuto aumentare i canoni alle attività extra agricole già dal 2021 e a quelle agricole nel 2022 senza che nulla sia destinato al miglioramento del servizio che nel 2021 è stato molto limitato, causando tanti danni alle colture del nostro territorio.

 

La speranza e l’invito che come PD in tutte le amministrazioni comunali presenti e oggi rappresentate, rivolgiamo alla Giunta Marsilio è quindi che sin da subito si lavori per evitare questo aumento per il 2022, azzerarlo o diminuirlo sensibilmente e prevedere delle rateizzazioni ulteriori e con questa attività consiliare vogliamo che tutti si impegnino a sollevare il problema e a chiedere soluzioni alla Giunta Marsilio.

 

Catia Ciavattella – consigliere comunale di Città Sant’Angelo

Come gruppo del PD di Città Sant’Angelo abbiamo raccolto le istanze dei contribuenti locali che si sono visti recapitare avvisi di pagamento con importi fortemente lievitati ed abbiamo attivato un’interlocuzione istituzionale con il consigliere regionale Antonio Blasioli per valutare come agire.  Siamo determinati a presentare un ordine del giorno in sinergia con gli altri Comuni affinché le singole amministrazioni locali interessate si facciano  portavoce delle nostre istanze e possano ottenere un ripensamento su questo aumento tariffario che mortifica i contribuenti agricoli ed extra agricoli, soprattutto perché a questi aumenti non sono state affiancate buone politiche di progettazione, programmazione, implementazione e miglioramento del servizio.

Si tratta di aumenti ingiusti e ingiustificati, perché non motivati neppure da una politica di riqualificazione del servizio.

 

Antonio Melchiorre – consigliere comunale capogruppo PD Città Sant’Angelo

Intervengo non solo in qualità di consigliere capogruppo di Città Sant’Angelo ma anche come consorziato, portando ad esempio proprio la mia esperienza.  Nel 2020, per un allaccio di acqua con cui curare il mio orto, pagavo una quota di € 150,00 annui; nel 2021 mi è stata recapitata una bolletta di € 207,10 e per il 2022 mi troverò a pagare € 317,00 (il commissario ha istituito una nuova tassa sui servizi generali), a fronte di un servizio che, se tutto va bene, viene assicurato per 3-4 mesi.

Concludo con un’ultima riflessione: in un sistema democratico il commissariamento deve essere temporaneo e la conduzione deve essere riassegnata ad una giusta amministrazione; sono certo che se non ci fosse stato il Commissario, non si sarebbero consentiti questi aumenti spropositati.

 

Marco Presutti – consigliere comunale di Pescara

È importante che da molti Comuni arrivi questa sollecitazione alla Regione, che sembra quasi “nominata da Helsinki”, cioè è assolutamente distante dalle Amministrazioni locali su tali problematiche dei territori che incidono fortemente sul tessuto economico e sociale.

Parimenti alla Regione, anche l’Amministrazione Comunale di Pescara sembra agire in senso anticiclico: in un momento in cui lievitano i costi dell’energia, del gasolio, delle materie prime, si aumentano le tariffe, portando nocumento in un ambito così strategico ed essenziale.

Auspichiamo che questi ordini del giorno possano avere un’ampia condivisione, che vada al di là delle maggioranze  e delle opposizioni.

 

Francesco Pagnanelli – consigliere comunale di Pescara

Quello che è mancato e continua a non esserci è l’ascolto dei territori, delle comunità e delle amministrazioni comunali da parte della Regione e non possiamo che registrare tale distanza incolmabile anche con il Comune di Pescara, nonostante sia a guida centrodestra. La Regione snobba qualsiasi tipo di iniziativa che parte del Consiglio Comunale di Pescara e sono certo che anche su questo ordine del giorno registreremo il silenzio totale della Regione, con il Sindaco Masci che nicchierà.

 

Arianna Barbetta – assessore comunale di Lettomanoppello

Ci uniamo alla richiesta di intervento celere alla Regione Abruzzo contro questi aumenti imposti dal Consorzio di Bonifica Centro che danneggiano gli imprenditori agricoli ed extra agricoli.

Nel nostro Comune ci sono molti giovani che,  nel dopo pandemia, hanno scelto di rientrare nell’azienda di famiglia o di avviare nuove imprese agricole, ma l’aumento trasversale di tutti i costi sta incidendo pesantemente sulle loro attività.

La Regione Abruzzo deve intervenire per consentire al mondo agricolo ed extra agricolo di ripartire.

 

Gianni Chiacchia – consigliere provinciale e consigliere comunale di Scafa

Troppo spesso si usa ed abusa nel parlare della centralità del mondo agricolo e del suo ruolo fondamentale per combattere la crisi in corso e l’isolamento economico dell’Italia con la delega di molte produzioni all’estero, salvo poi vedere la Regione Abruzzo disinteressarsi a questo settore.

Nel territorio di Scafa la situazione è gravissima: occorre chiedere l’annullamento del tributo dell’annualità 2022, perché nel 2021 il servizio di fornitura dell’acqua è stato erogato per soli 5 giorni! Mi aspetto che i dirigenti della Regione e i rappresentanti del Consorzio valutino un rimborso per l’annualità 2021 – visto il mancato servizio – e un azzeramento per l’annualità 2022 – siamo ormai ad aprile e l’acqua non c’è.

 

Dino Marangoni – consigliere comunale di Scafa

Mi associo a quanto detto dal consigliere Chiacchia, ribadendo la grave criticità riscontrata sul territorio di Scafa lo scorso anno, riguardo la mancata erogazione dell’acqua. Come si può pretendere, dai contribuenti agricoli ed extra agricoli, il pagamento del 2021 e addirittura predisporre un aumento delle tariffe nel 2022, a fronte di un servizio erogato solo 5 giorni nel corso dell’intero anno 2021.

 

Gianni Filippone – consigliere comunale di Pianella

I gruppi consiliari di centrosinistra a Pianella hanno già presentato la mozione. In questi tempi di crisi, di rincari di bollette e prezzi in salita molte famiglie sono ricorse all’orto casalingo e gli aumenti del Consorzio di Bonifica Centro vanno a colpire anche i cittadini che sono diventati “agricoltori” per necessità.

 

Chiara Trulli – vicesindaco di Spoltore

L’iniziativa è stata accolta anche dal nostro Comune, perché sul territorio registriamo quotidianamente la sofferenza di imprenditori agricoli e cittadini nella fruizione del servizio di erogazione dell’acqua, ma anche in questo iniquo ed ingiusto aumento del tributo, che grava su contribuenti già provati dal lungo periodo di crisi che si sta attraversando ed è percepito proprio in maniera frustrante, perché fa da contraltare ad efficienze, criticità e lacune nella fornitura dell’acqua per l’irrigazione e con l’approssimarsi della stagione estiva, la situazione sarà insostenibile.

 

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