Pettinari sul Pronto Soccorso di Pescara

domenico pettinari

“Continua il calvario dei poveri cittadini che si recano al Pronto soccorso di Pescara. Le notizie che leggiamo sulla stampa di ore e ore di attesa, anche dopo aver subito un incidente, sono inaccettabili e dovrebbero levare il sonno a chiunque sieda sui banchi della maggioranza di Regione Abruzzo. Invece a quanto pare si continua ostinatamente a girarsi dall’altra parte, lasciando che la sanità territoriale sprofondi nel baratro e le liste d’attesa nei presidi di emergenza siano sempre più lunghe. Non vorremmo che si debba tornare alla decisione estrema di interrompere i servizi, come già avvenuto a dicembre dello scorso anno, sarebbe un fallimento totale”. È questo il commento del Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinariche continua. “Quello che viene descritto dai pazienti, ma anche dal personale stesso, è una fotografia allarmante del PS. Hanno speso 6 milioni di euro – incalza Pettinari – e  hanno inaugurato in pompa magna una struttura che oggi, a distanza di poco tempo, già registra una grave carenza di posti letto, come denuncia anche lo stesso Primario del Pronto Soccorso. Qualcosa non va e la mancanza di risposte strategiche e gestionali da parte di Regione e Asl non è più tollerabile. Il personale è poco: non si può continuare a gravare sugli sforzi di medici, infermieri, OSS e portantini. È solo grazie alla loro grande professionalità se si riesce a mantenere in piedi una struttura che si è rivelata inadeguata per spazi e servizi. Manca inoltre un Piano di gestione del sovraffollamento in accordo ai requisiti stabiliti dalle Linee di indirizzo nazionali del Ministero della Salute. Bisognerebbe attivare una valutazione preventiva delle potenziali criticità derivanti sia dalla carenza di personale ma anche dalla inidoneità dei locali, che non sempre sono adeguati alla necessità di un gran flusso di pazienti. La Regione Abruzzo deve immediatamente intervenire attraverso le Asl per ottimizzare il servizio e aumentare il personale. Non possiamo pensare che all’interno della struttura pescarese, che come riporta lo stesso primario ha gestito quasi 70mila accessi solo nel 2021, si vivano queste esperienze. Inoltre è indispensabile riqualificare tutta la rete di medicina territoriale per evitare che ci sia un ingolfamento di pazienti nel pronto soccorso di Pescara. I presidi di Penne e Popoli devono essere operativi al 100% i distretti sanitari funzionare al massimo per evitare che troppi utenti si affollino proprio lì dove il personale manca” conclude.

Articolo offerto da: