“Femminile Plurale – l’Arte delle Donne” al Florian Espace

le compositrici donne

Continua con successo la Rassegna “Femminile Plurale – l’Arte delle Donne” progetto dedicato alla creatività femminile e ai temi della disparità di genere, che costellerà tutta la programmazione del Florian Metateatro fino al 2 aprile.

Dopo l’appuntamento della scorsa settimana che ha presentato la figura della celebre pianista Luisa Baccara, che sacrificò la sua carriera musicale per Gabriele D’Annunzio, Musa e Getta – Luisa Baccara. Prove di vita intima passiamo ad altre figure di donne tutte da raccontare e da ascoltare

Domenica 20 marzo, alle ore 19.00 Florian Espace

Compositrici concerto-spettacolo

ideazione e cura Simona Ampolo Rella

musiche di Clara Wieck-Schumann, Germaine Tailleferre, Louise Farrenc, Amy Beach, Nadia Boulanger, Cecile Chaminade, Anna Bon, Giovanna Barbati

testi e allestimento scenico Giulia Basel

con Simona Ampolo Rella, pianoforte, Giovanna Barbati, violoncello, Lorenza Summonte, flauto

voci narranti Giulia Basel, Antonella De Collibus

collaborazione tecnica Renato Barattucci e Matteo Panzieri

produzione Florian Metateatro

 

Con Compositrici il Florian inizia un percorso di indagine nel campo della musica col quale dare il proprio contribuito alla conoscenza del grande e sommerso mondo della creatività femminile. Le musiciste hanno scritto sinfonie, opere, sonate, concerti, trii e quartetti come i colleghi musicisti e non certo solo forme musicali brevi o di “effetto” immediato o, peggio, da salotto. Ieri come oggi abbiamo donne con energia vitale, passione e tenacia, dedizione e convinzione tali da “bucare” il mercato. Clara Schumann è stata tra i pianisti più importanti della sua epoca, e parliamo di pianisti del calibro di Liszt o Chopin, con tournée dalla Francia alla Russia. La Tailleferre era amica di Picasso e Modigliani, Ravel e Milhaud e Chaplin. Solamente la guerra ha bloccato per un periodo la sua vena creativa. Di Nadia Boulanger direttrice d’orchestra, organista e docente di musica diremo anzitutto che compose giovanissima, a quattro mani con Raul Pugno, l’opera “La Ville Morte” trasposizione operistica in francese de “La Città Morta” di Gabriele d’Annunzio. Tra i suoi allievi più noti citiamo: Bacalov, Baremboin, Bernstein, Copland, Gershwin, Philip Glass, Herbie Hancock, Astor Piazzolla.

Di loro e delle altre autrici narreremmo e ascolteremo le composizioni ma anche le storie di vite complesse e affascinanti.

 

Simona Ampolo Rella pianista e docente di accompagnamento al pianoforte presso il Conservatorio L. D’Annunzio, si è sempre interessata alla fusione dei generi artistici collaborando e ideando progetti di musica-teatro-danza. Il progetto di ricerca sulle compositrici nella storia della musica è nato dall’incontro con Dacia Maraini negli anni ’90, che è sfociato nello spettacolo “Gioco di voci” con Piera Degli Esposti. Nel 2007 crea con Cristiana Arena il PescaraPianoDuo, impegnato nella ricerca del repertorio colto e popolare, tradizione classica ed innovazione musicale, repertorio solistico e a quattro mani, che continuamente s’intrecciano e si fondono a rimandi letterari e figurativi dando vita a recital pianistici estremamente vari e originali.

 

“La cosa che vorrei evitare – scrive Simona Ampolo Rella nelle note introduttive al progetto “Compositrici” da lei ideato e coltivato amorevolmente per anni – la cosa che vorrei evitare è che pensiate che le compositrici si siano dedicate solo a forme musicali brevi o di “effetto” immediato o, peggio, da salotto. Non è così! Abbiamo fatto, assieme a Giovanna Barbati e Lorenza Summonte, le musiciste del progetto, una non facile scelta, includendo pezzi di maggior respiro (un trio, una sonata) a pezzi più brevi, ma non per questo meno importanti. Le compositrici hanno scritto sinfonie, opere, sonate, concerti, trii e quartetti proprio come i compositori. Erano e sono professioniste a tutti gli effetti” .

“Ma come si fa a essere un grande compositore? Ovviamente, il genio è fondamentale. Così come lo sono la formazione musicale e lo studio assiduo.

Di norma, poi, al grande compositore servono un incarico professionale, che può essere quello di musicista di corte, di professore di conservatorio o di Kappelmeister, e l’autorità, i guadagni e le opportunità che quell’incarico offre.

Un grande compositore deve inoltre poter accedere ai posti dove si suona e si fa circolare la musica, una cattedrale ad esempio, o una corte, una casa editrice o un teatro dell’opera.

E, soprattutto, ha bisogno di mogli, amanti e muse che sostengano, spronino e ispirino i suoi grandi successi. Ovviamente, c’è anche una risposta più semplice: bisogna nascere uomo.”

da Note dal Silenzio di Anna Beer

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