Manifestazione “Un Ponte di Corpi”

per un ponte di corpi

Per dire SI all’ apertura delle frontiere, alla concessione del diritto d’asilo e della protezione umanitaria, SI al  ripristino delle vie regolari di accesso, e al rispetto del dovere di portare soccorso ovunque ci siano vite in pericolo, in mare come in terra.

A PESCARA le organizzazioni della società civile, gli studenti e singoli cittadini si ritroveranno il 5 MARZO alle ore 11 presso la Locomotiva della stazione centrale per consegnare le farfalle gialle per la manifestazione, per poi raggiungere autonomamente la Nave di Cascella intorno alle 11.30. Sono previsti interventi, la performance di Chiara Ballone e contributi artistici dei partecipanti.

Nel farci CORPO CON I CORPI di chi ogni giorno vive la lotta per la vita DENUNCIAMO

  • Le azioni di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che  in tutta e al di fuori dell’UE  schiera navi, aerei, droni, auto di pattuglia e radar partecipando attivamente alle deportazioni, aiutando i paesi terzi a sorvegliare le persone in movimento.

  • Gli accordi del Memorandum Italia Libia con cui l’Italia finanzia i miliziani della cosidetta guardia costiera libica e i lager dove i migranti catturati in mare vengono deportati, torturati, stuprati, uccisi.

  • L’indegnità dei Cpr: i Centri di Permanenza per il Rimpatrio dove i”migranti irregolari”, vengono detenuti senza aver commesso alcun reato..

  • Per tutte le esternalizzazioni delle nostre frontiere viene utilizzato denaro pubblico, frutto del lavoro e dei sacrifici di noi cittadini: ciò ci rende complici di azioni disumane che provocano sofferenza e morte con il solo scopo di negare il diritto a una vita dignitosa.

Il 6 marzo 2021, un anno fa, lungo i confini e nelle piazze di diverse città, un gruppo di donne e uomini ha costruito con i propri corpi un ponte simbolico per denunciare le continue violenze e i respingimenti di cui sono vittime le persone che tentano di raggiungere un luogo in cui poter vivere con dignità.

L’idea originaria è merito di Lorena Fornasir e di Gian Andrea Franchi dell’associazione Linea d’Ombra che opera in Friuli Venezia-Giulia per prestare soccorso alle persone migranti che arrivano in Italia dopo aver attraversato la rotta balcanica: unire frontiere e piazze con donne alla testa dei cortei nell’immediata vicinanza dell’8 marzo, in solidarietà con tutte le donne, madri compagne sorelle e figlie, che non hanno più visto tornare i loro uomini e ragazzi, partiti da soli lungo la rotta. Quest’anno, come lo scorso, Lorena e Gian Andrea insieme a un gruppo di altri attivisti e attiviste, saranno nuovamente a Maljevac, sul confine croato bosniaco, teatro di alcuni dei più pesanti pestaggi e respingimenti di persone migranti, a urlare forte MAI PIU’ VIOLENZA, MAI PIU’ MORTI ALLE FRONTIERE!

Altre manifestazioni sono previste in contemporanea per creare un Ponte di Corpi, un ponte simbolico per denunciare le violenze perpetrate alle frontiere esterne e interne all’Unione Europea, che causano la morte o indicibili sofferenze a migliaia di persone: lungo la rotta balcanica, sul fronte polacco, nelle acque del Mediterraneo o dell’oceano Atlantico.

Come l’anno scorso decine di piazze e frontiere italiane ed europee vedranno la mobilitazione, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook di Un ponte di corpi, di persone di diverse nazionalità contro i respingimenti illegittimi e contro il permanere dei lager libici.

Il 5 marzo PESCARA sarà in piazza, per affermare IL DIRITTO ALLA VITA, ALLA MOBILITA’ E ALL’ACCOGLIENZA  tanto più vivo in questo momento terribile in cui aleggia sull’Europa un vento di morte.

Anche quest’anno faremo volare le farfalle gialle sopra i fili spinati.

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