Christian De Lellis: “Vi racconto il mio viaggio ad Auschwitz”

Auschwitz

Auschwitz-Birkenau e Cracovia: sono queste le località toccate dal giovane studente universitario pescarese Christian De Lellis in occasione della Giornata della Memoria anno 2019.

Cosa può aver rappresentato un viaggio del genere per un ragazzo appena maggiorenne? Come si vive un’esperienza dal forte impatto umano?

Lo abbiamo chiesto al protagonista, Christian De Lellis studente pescarese di 20 anni al 2° anno di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università Sapienza di Roma. Diplomato nel 2019 all’Istituto Aterno-Manthoné in Amministrazione, Finanza e Marketing, del corso della sua carriera scolastica è stato Presidente Provinciale della Consulta degli Studenti di Pescara e Coordinatore Regionale delle Consulte d’Abruzzo. Quest’ultimo ruolo gli ha permesso di partecipare a numerose e importanti iniziative di carattere nazionale con il Ministero dell’Istruzione (ex MIUR) nonché partecipare a importanti tavoli di lavoro sulla scuola e viaggi istituzionali come quello di Auschwitz-Birkenau e Cracovia in occasione della Giornata della Memoria (2019).

Un viaggio importante ad Auschwitz, ce ne parli?

“È stato un viaggio di fondamentale importanza per la mia crescita personale. Come Coordinatore Regionale sono stato invitato a partecipare al viaggio di Stato organizzato dal Ministero dell’Istruzione (ex MIUR), dal Consiglio Superiore della Magistratura e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). Hanno partecipato come figure istituzionali l’ex Capo di Gabinetto del Ministero Giuseppe Chinè, l’attuale Presidente UCEI Noemi Di Segni, Francesco Minisci Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e il Vice Presidente del C.S.M. David Ermini. Al viaggio hanno preso parte anche Tatiana Bucci e Andra Bucci, due sorelle italiane di origine ebraica, superstiti dell’Olocausto, testimoni attive della Shoah italiana e autrici di memorie sulla loro esperienza ad Auschwitz. La visita è stata guidata dallo lo storico Marcello Pezzetti. Il viaggio di Stato con corrispondente aereo è partito il 20 gennaio 2019 da Roma e a bordo eravamo, oltre ai miei colleghi Coordinatori, più di 50 ragazzi provenienti da tutta Italia vincitori di progetti relativi alla Shoah. Insieme a noi presente quasi tutta la stampa nazionale e il viaggio è stato tramesso in diretta RAI nazionale con numerosi servizi dedicati da tante testate giornalistiche. Nella due giorni del Viaggio abbiamo avuto l’opportunità di visitare il campo di sterminio di Birkenau e il ghetto istituito dai nazisti nel 1941 nel quartiere Podgorze di Cracovia. Ma anche l’antico quartiere di Kazimierz e il Museo di Auschwitz. Inoltre abbiamo visitato la Sinagoga di Tempel dove è stata siglata una Lettera d’Intenti tra il Ministero, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il Consiglio Superiore della Magistratura e l’Associazione Nazionale Magistrati per promuovere attività di sensibilizzazione e formazione nelle scuole sulle tematiche della Shoah. La parte più toccante è stata quella della visita nei campi avvolti in quel giorno da neve, nebbia e temperature al disotto dello zero dove Andra Bucci ci ha portato nella baracca dove alloggiava insieme a sua sorella e suo cugino. Abbiamo visitato i musei dove tutt’oggi vengono conservate scarpe, abiti, protesi, occhiali, valigie, foto e persino schiume da barba che venivano requisite a tutti i deportati (Ebrei, zingari, omosessuali, ecc.). Siamo entrati anche nelle camere a gas e nelle stanze dei forni crematori. Qui vi posso assicurare che il silenzio che c’è è un silenzio assordante che ti riempie di rabbia e tristezza, qualcosa di unico e terribilmente crudele. Nell’unica sera in cui siamo stati a Cracovia nell’hotel dove eravamo le sorelle Bucci ci hanno raccontato meglio la loro triste storia che l’hanno portate a soffrire e resistere ma quest’ultima ha prevalso, infatti, sono due di pochissimi bambini e bambine che sono riuscite a tornare nella propria famiglia e dai propri genitori dopo qualche anno dalla fine dell’incubo. La loro è una storia molto particolare che vi invito a conoscere anche attraverso il loro cortometraggio in cartone animato creato dal Ministero per la sensibilizzazione su queste tematiche rivolte ai bambini delle scuole elementari e medie dal nome ‘La stella di Andra e Tatì’ prodotto da Rai Ragazzi. Quest’ultimo è stato proiettato alla loro presenza e alla fine le sorelle sono state abbracciate da un lungo e soprattutto commosso applauso. Nella loro pelle è ancora segnato quel dannato numero ma nella nostra memoria dovrà rimanere segnato quel dannato scempio che si è realizzato”.

Christian De Lellis e Andra Bucci

Christian De Lellis e Andra Bucci

Cosa ti ha lasciato quel viaggio?

“Certamente tanta rabbia e tristezza, ma questi sono solo sentimenti. Credo che bisogni andare a fondo delle cose come ho cercato di fare anche in questo caso. Il viaggio mi ha permesso di toccare con mano la devastazione sociale di un popolo; fidatevi calpestare quel suolo, passare in mezzo ai recinti spinati, entrare in quelle baracche e quelle camere non è certo una passeggiata. Ti senti addosso il peso di migliaia di persone che lì la vita non l’hanno persa ma se la sono vista distruggere. In molti dicono che è un viaggio da fare almeno una volta nella vita: è assolutamente vero! Comprendere e capire non basta andare lì significa farsi attraversare da una profonda consapevolezza di cosa è stato possibile fare in maniera così crudele. Conosciamo solo le camere a gas ma lì non c’erano solo quelle; numerosi erano i ‘giochi di intrattenimento’, come li chiamavano i generali, presenti. Erano delle vere e proprie torture umane create per uccidere; si passava dalle fucilate contro un muro, all’impiccagione sulla punta dei piedi o perfino agli stupri di donne che dopo essere state ‘usate’ venivano uccise.  Sono cose che li sono ancora presenti. Sui muri delle camere a gas ci sono ancora i graffi delle unghie di persone che cercavano di scappare.  Incontrare le sorelle Bucci e vedere tutto ciò certamente fa capire quanto siamo fortunati oggi, ma il ricordo e la storia dovranno sempre rimanere in noi ed essere tramandato per sempre”.

Perchè secondo te è importante per un giovane fare una simile esperienza?

“Secondo me è di fondamentale importanza poter partecipare ad un viaggio di visita e conoscenza in questi campi. Permette veramente di comprendere a fondo la crudeltà della Shoah ed è fondamentale farlo quando si è giovani perché nell’età della formazione si apprendono maggiormente alcune cose. Creando una generazione consapevole potremmo seriamente tenere in considerazione di avere una società che conosce la propria storia consapevole di ciò che non si dovrà più ripetere assicurando un futuro sicuro alle prossime generazioni. Purtroppo tutt’oggi assistiamo a scene di violenza antisemita che si ripetono frequentemente. Questo oltre ad essere segno di ignoranza da parte di alcune persone è per noi incentivo a formare e far vedere ai giovani, anche piccoli, sull’argomento. Dobbiamo inoltre applicare in maniera consona le norme in materia presenti sul nostro territorio perché ci sono e vanno fatte rispettare anche insieme ad un coordinamento europeo”.

Che messaggio ti senti di lanciare ai tuoi coetanei?

“Ai miei compagni desidero dire che il futuro è nelle nostre mani e perfino di quelli più piccoli di noi che frequentano le scuole elementari perché il futuro inizia proprio da lì, dalla formazione dei più piccoli. Dobbiamo creare una società che diffonda la cultura istituzionale di un popolo civile e coerente con se stesso che rispetti le regole che si pone per vivere normalmente. Dobbiamo tramandare e creare valori fondanti importanti. L’Italia ha ancora molto da lavorare su ciò, manca ancora una cultura che posso accettare e comprendere gli orrori fatti quindi rispettare importanti valori che sono alla base di democrazia ed uguaglianza sociale!”.

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