Corradino D’Ascanio e l’elicottero: la storia

Corradino D'AscanioCorradino D'Ascanio

di MICHELE BRUNETTI

 

Nel passato industriale della nostra città si ricorda che a Pescara è stato effettuato uno dei primi decolli di elicottero nella storia e il primo in Italia. Nel 1925 Corradino D’Ascanio fondò una società con il barone Pietro Trojani, che mise a disposizione le sue risorse finanziarie per sviluppare questo nuovo mezzo.

D’Ascanio ne seguì la sua costruzione presso le fonderie Camplone di Pescara. Nel 1926, i primi prototipi di D’AT1 e di D’AT2 riuscirono a sollevarsi di pochi centimetri da terra, nonostante ricaddero al suolo furono ugualmente grandi passi in avanti verso il pieno successo, che arrivò nel 1930 a Roma, quando il D’AT3 riuscì a volare per quasi dieci minuti, stabilendo tre diversi record di volo. Il nome dei veicoli traeva spunto dalle iniziali di D’Ascanio e di Troiani, alla guida c’era il maggiore Marinello Nelli, loro pilota di fiducia. L’ultimo DAT, in quell’8 ottobre, conquistò il suo primato di durata in volo alzandosi in aria 18 metri, fatto che suscitò grande clamore e fu messo in risalto dagli organi di stampa dell’epoca. Sfortunatamente l’apparecchio rimarrà solo un prototipo poiché i soci furono costretti a sciogliere la Società a causa dell’esaurimento del capitale, colpevole anche il governo italiano che decise di non finanziarlo, non riuscendo a cogliere l’innovazione e l’eccezionalità del progetto. Solamente nel ‘39 e grazie alla Piaggio, D’Ascanio riuscì a costruire altri due modelli, il Piaggio – D’Ascanio PD1 e PD2, che saranno però distrutti nel ’43 in un bombardamento durante la guerra. Anni dopo aver progettato la celebre Vespa, nel ’64 D’Ascanio lasciò la famosa azienda e rimase come consulente esterno del gruppo Agusta di Cascina Costa, che un decennio prima aveva avviato l’industrializzazione degli elicotteri in Italia con la produzione su licenza Bell dell’Ab47. L’ultimo prototipo dell’ingegnere popolese fu Ada, un piccolo elicottero da addestramento, costruito nel suo garage di casa. Il modello, ancora da perfezionare, doveva essere destinato per uso agricolo, facilitando l’irrigazione dei campi, ma l’Agusta non volle investitrici e fu messo in disparte. I primi studi su questa forma di volo sono da attribuire a Leonardo da Vinci che aveva concepito una macchina capace di mantenersi in aria grazie al moto circolare, la vite aerea. Serviranno tre secoli prima di giungere ai primi esperimenti con velivoli dotati di eliche controrotanti. Gustave Ponton d’Amecourt ideò nella seconda metà del 1800 gli helicopteres, capaci di sollevarsi grazie ai rotori messi in moto da elastici, successivamente arrivarono gli esperimenti di Enrico Forlanini, di Paul Cornu e Juan de la Cerva, ma la svolta avvenne con il nostro D’Ascanio e il suo elicottero con rotori coassiali, capaci di ruotare in senso opposto.

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