La settimana scorsa ci siamo occupati del triste fenomeno dell’usura e abbiamo accennato anche alle possibili strategie di contrasto: l’associazione onlus Fresh Start delinea ora lo stato attuale nella nostra regione della legge salva suicidi.
Alcune di queste misura hanno carattere preventivo, che vanno dall’educazione in ambito scolastico dei giovani di ogni età all’uso responsabile del denaro, all’istituzione, da parte dei Comuni, di “centri d’ascolto” delle persone indebitate e dei loro problemi economici, agli interventi assistenziali da parte di organizzazioni non lucrative del terzo settore, di ispirazione cattolica e non e così via.
Poi abbiamo fatto cenno ai provvedimenti legislativi destinati all’aiuto concreto dei soggetti in difficoltà economica, mi riferisco in special modo alla cosiddetta Legge “salva suicidi” del 2012, sottolineando che finora non ha raccolto molte adesioni, vuoi perché è poco conosciuta perché non è stata adeguatamente pubblicizzata con i normali mezzi di informazione, vuoi perché la procedura è molto farraginosa e costosa (in pratica è un ricorso in Tribunale che si svolge con l’assistenza di un avvocato e di un gestore della crisi nominato dal giudice).
Ma quale è la situazione attuale a Pescara e in Abruzzo? Attraverso una serie di ricerche effettuate via internet sui siti istituzionali dei vari Tribunali, siamo riusciti a fotografare l’effettiva applicazione della Legge “salva suicidi”:
Tribunale di Pescara. La situazione della città di Pescara, città con alto rischio di scivolare nell’usura, è veramente deprimente, visto che dal 2016 al 2018 (non si hanno notizie di istanze inoltrate negli anni precedenti) risultano essere presenti n. 14 procedure, di cui 13 aperte e 3 chiuse con omologa del piano del consumatore.
Tribunale di Chieti. Per una curiosa coincidenza, anche nel capoluogo teatino risultano essere state aperte 14 procedure, di cui 4 chiuse (peraltro tutte in modo negativo senza omologare i piani di rientro proposti).
Tribunale di Avezzano. Risultano essere pendenti solo 2 procedure.
Tribunale di Teramo. La situazione cambia radicalmente a Teramo, dove il locale Tribunale ha registrato ben 70 procedure di cui ben 8 accolte con esito positivo; è da sottolineare che il giudice dedicato a tali procedure, con le sue osservazioni e i suoi provvedimenti di omologa, ha dato un notevole contributo alla elaborazione di una giurisprudenza di merito la quale sta facendo scuola anche in ambito nazionale. A parte dunque l’exploit del teramano, in Abruzzo i casi aperti non superano le 50 unità e quelli risolti si possono contare sul palmo della mano.
Ciò detto sarebbe da insensati lasciar perdere e trascurare l’occasione, anzi le occasioni, che oggi esistono sul mercato e nella galassia del Terzo settore per “ripartire da zero” senza debiti ed evitare così di incrementare il rischio usura.
Lo stesso legislatore si è reso conto della scarsa attuazione della legge n.3/ 2012 che a suo tempo fu licenziata con un titolo programmatico di tutto rispetto (“Disposizioni in materia di usura e di estorsione nonché di componimento delle crisi da sovraindebitamento”) ed è corso ai ripari intervenendo con semplificazioni con la recente legge delega n. 155/2017. E la stessa giurisprudenza di merito (vedasi la Sentenza del Tribunale di Torino del novembre 2017) in considerazione dell’art. 24 della Costituzione, che prevede l’assistenza tecnica gratuita per i non abbienti (ovvero per coloro che non superano in famiglia il reddito di 11.528,41 euro), ha deciso che il consumatore non fallibile (privato cittadino, piccolo imprenditore, artigiano, commerciante, libero professionista, associazione, impresa agricola) può chiedere di essere assistito gratuitamente (è lo Stato che paga sia l’avvocato sia il gestore della crisi nominato dal Tribunale). Alla luce di questa apertura, la onlus Fresh Start – Ripartire senza debiti (www.onlusfreshstart.it, tel. 340-7186372 ) nell’ambito della sua “mission” di tutela dei diritti del cittadino, è in grado di verificare gratis non solo una possibile soluzione ai propblemi dei sovraindebitati a rischio usura, ma anche di assisterli con il gratuito patrocinio presso la magistratura.
