L’erba del diavolo e la leggenda delle streghe abruzzesi

Erba del diavoloErba del diavolo

di MICHELE BRUNETTI

Un potente e pericoloso allucinogeno naturale al centro di miti e leggende nostrane che, anche oggi, viene assunto incoscientemente.

Storie occulte di antichi rituali nelle campagne d’Abruzzo, dove malefiche streghe preparavano i loro miscugli a base di stramonio, l’erba del diavolo, in grado di far impazzire chiunque, provocando profondi stati di alterazione nei quali tutto era concesso fino a portare alla catalessi totale, loro invece la usavano per poter volare.
Nei raduni notturni per sovvertire le regole diurne fino a segrete riunioni di sette, le violette del demonio erano protagoniste, tutti sapevano, ma partecipare era pauroso quanto rischioso. Una pianta a fiori da maneggiare con cura, le streghe da noi, sciamani e guaritori nelle Americhe, dove era conosciuta come la yerba del diablo, usata perfino dagli aztechi durante riti religiosi.

L’Ente Parco Nazionale della Maiella ricorda come la potenza allucinogena della datura stramonium è tale che, insieme a giusquiamo, belladonna e mandragora, fu davvero annoverata tra le piante maledette e messa all’indice dalla Chiesa cattolica durante l’inquisizione. Molti dei racconti medievali che riferiscono di possessioni diaboliche, licantropia e levitazione sono quindi riconducibili agli effetti tossici e psicotropi dei principi attivi presenti in queste piante, che contengono, infatti, gli alcaloidi allucinogeni scopolamina e atropina, e le loro quantità attive sono vicine alla dose tossica, assai pericolosa.

Gli effetti dell’assunzione associata, come purtroppo accade, ad alcool e psicofarmaci può essere devastante, febbre alta, blocco delle terminazioni nervose simpatiche del cuore e del cervello, dei muscoli lisci e delle ghiandole, definita anche un delirogeno per le elaborate interazioni con le allucinazioni, provoca dalle convulsioni a disturbi gravi della vista fino alla perdita di coscienza e morte. I voli notturni delle streghe probabilmente simboleggiavano viaggi psichedelici in preda alle allucinazioni-

Usato e sperimentato da curiosi e tossicodipendenti, non mancano episodi di cronaca nera correlati allo stramonio, in passato il suo utilizzo è stato responsabile di omicidi per avvelenamento e suicidi. A Treviso anni fa dei ragazzi hanno rischiato la vita bevendo una tisana, preparata con le sue foglie, finendo in gravi condizioni all’ospedale nel reparto di rianimazione. Invece nel 2012 a Celano, un’intera famiglia composta da quattro persone, è rimasta intossicata dopo aver ingerito l’erba scambiata per spinaci selvatici. Esie Osman, medico e poeta, diceva che il seme è il tempio dove abita Dio, in quello potentissimo dello stramonio potrebbe alloggiarci invece il demonio, il sospetto è lecito.

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